Megatrend forum, Corcos e Mossa concordi: “CF sempre più decisivo”

L’amministratore delegato di Fideuram ISPB e l'amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali, nel corso del Megatrend Forum, hanno fatto luce sul ruolo dei megatrend nel mondo della consulenza e sugli effetti di questi grandi cambiamenti nello sviluppo dei modelli di business dell’industria
16/06/2022 | Daniele Riosa

L’attesissimo confronto tra Tommaso Corcos e Gian Maria Mossa non ha deluso le attese. L’amministratore delegato di Fideuram ISPB e l’amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali, intervistati da Francesco D’Arco, direttore di Advisor, nel corso del Megatrend Forum, hanno fatto luce sul ruolo dei megatrend nel mondo della consulenza e sugli effetti di questi grandi cambiamenti nello sviluppo dei modelli di business dell’industria.

La questione megatrend ha aperto il confronto. Per Mossa “siamo in presenza di numerosi megatrend che fanno della leva la chiave determinante per estrarre valore. Alcuni si conciliano bene con l’aumento dell’inflazione: pensiamo agli investimenti infrastrutturali sostenibili. Non credo che gli investimenti di lungo periodo possano essere compromessi dall’attuale contesto, vanno solo ben spiegati e ben inquadrati”.

A Corcos il tema piace per due aspetti: “Uno perché aiuta il risparmiatore a pensare alle prospettive che abbiamo davanti e, in secondo luogo, dà al consulente la possibilità di seguire il cliente a lungo termine. Per questo è importante inserire i tematici nell’ambito della consulenza finanziaria in un'ottica di portafoglio complessivo”.

Sul fronte tecnologia, Mossa osserva come “il metaverso sia il tema più sexy del momento ma, almeno nel medio periodo, non penso sarà un game changer del nostro settore. Sono fondamentali altri aspetti su cui il banker dovrà fare molta attenzione e metterci la testa: l’utilizzo del digitale, che comporta comunque dei rischi di cyber, il tema dei dati, con il rischio di privacy e riservatezza collegati e il tema della blockchain: un sistema di app e protocolli tecnologici che tende a rendere meno necessario il ruolo delle istituzioni tradizionali per offrire servizi di pagamento e finanziari in generale rendendoli più accessibili. Con le app lo fai sullo smartphone, col la blockchain lo fai col wallet. Non riesco ad escludere che tra 5 anni il wallet sarà il mezzo con cui verrà depositato il patrimonio. Magari non ci sarà più il conto corrente, un dossier titoli e le carte ma si farà tutto tramite wallet. Le gente deve cominciare a fare esperienza di questo strumento, non per investire ma per abituarsi ad un’inevitabile trasformazione”.

Secondo Corcos “la tecnologia permea tutta la nostra vita ed essere al passo coi cambiamenti  è fondamentale, in questo senso penso al metaverso e alla blockchain. Sono beni che permettono al privater banker di agire più velocemente e con un maggior numero di clienti. Proprio i clienti, quando si interfacciano con noi, vogliono essere seguiti 24 ore su 24 e sette giorni su sette. Il fatto che per i consulenti ci siano strumenti che li facilitino in questo senso è estremamente importante”.

La questione generazionale e lo ‘svecchamento’ della consulenza rimane un tema centrale. L’a.d. di Fideuram ISPB ricorda come “nel corso degli ultimi anni abbiamo fatto un processo importante di inserimento di giovani banker e CF, tanto che l’età media non solo non è cresciuta ma è diminuita. Si può fare di più, ma la strada è tracciata. E’ un tema che ci sta molto a cuore anche perché in Italia abbiamo un’alta percentuale di giovani disoccupati. Il nostro compito è quello di dare una mano a risolvere uno dei maggiori problemi che affliggono il Paese”.

Mossa constata che “a livello di Reti l’età media si sta abbassando. Il problema è che l’Italia non ha generato nuova ricchezza tramite i giovani imprenditori: per questo bisogna ragionare su come fare arrivare la nuova ricchezza alle giovani generazioni. In questo senso siamo concentrati sulla questione del passaggio generazionale, per esempio anticipando il passaggio d’impresa tra padre e figli. Questa è la missione sociale che imprese come la nostra devono perseguire. Subito dopo l’estate riavvieremo un dialogo con i giovani sul concetto risparmio-investimenti attraverso il supporto di Marco Montemagno. Affermare che le criptovalute o la blockchain sono il male assoluto non va nella direzione giusta che è quella dell'inclusività".

Come innovare la comunicazione del mondo banche-Reti? Per Corcos è “necessario creare delle business unit e strutture più leggere per attirare nuovi talenti. Per esempio abbiamo realizzato una piattaforma ad hoc per tradare i mercati”. Ma, constata l’a.d. di Fideuram ISPB, “nel nostro Paese c’è un fiorire di innovazione, tanto che il nostro risparmio gestito è diventato un punto di riferimento anche all’estero”.

Dal lato dei clienti, il direttore generale di Banca Generali rileva che, “dopo i due anni di pandemia, hanno più cicatrici e più esperienza e lo si evince dal fatto che non stanno affrontando il momento attuale con panico. Questo grazie anche alla maggiore fiducia nei confronti del consulente finanziario di cui si avvalgono. In generale c'è una maggiore consapevolezza dei clienti sulla necessità di avere bisogno di consulenza: oggi conta più il consulente che il brand”.

La chiusura dell’evento è dedicata alle sfide future. Mossa rileva che “sia noi che Fideuram abbiamo capito la centralità dei professionisti. Rappresentiamo il posto naturale per accogliere professionisti che cercano vicinanza e rispetto: due parole chiave in questo momento. La sfida, quindi, non è tra due eccellenze, ma è rivolta ad un mercato da conquistare”.

Corcos individua “una sfida interna e una esterna. Noi come aziende dobbiamo svolgere un ruolo un po’ più ampio e allargare l’orizzonte rispetto a quello che possiamo fare. Questa declinazione può avvenire internamente creando un ambiente sano in cui si lavora contenti e in amicizia. Certo, è un obiettivo difficile perché va anche considerata l’aspirazione e l’ambizione di ogni professionista. La sfida esterna è quella di guardare al sociale, alla formazione e diventare così un punto di riferimento”.

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