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Risparmio gestito, il 2023 inizia in rosso

2/28/2023 | Daniele Riosa

In particolare, a gennaio, i fondi aperti hanno avviato l’anno con 642 milioni di deflussi. Sul fronte delle società, al vertice della classifica, troviamo il gruppo Generali con 577 milioni


Il 2023 dell’industria del risparmio gestito italiano inizia col freno a mano tirato. Come si legge nella consueta mappa mensile divulgata dall’ufficio studi di Assogestioni, la raccolta netta di gennaio segna un meno 927 milioni di euro. Tutt’altro risultato si era avuto a dicembre quando questa superava gli 11,15 miliardi di euro.

In particolare, a gennaio, i fondi aperti hanno avviato l’anno con 642 milioni di euro di deflussi. Tra le sottocategorie, sono infatti rimasti in territorio negativo i prodotti bilanciati (-625 milioni) e quelli flessibili (-1,67 miliardi. All’opposto, i fondi obbligazionari hanno messo a segno 609 milioni di nuove sottoscrizioni. Restano in positivo, proseguendo il trend consolidato nel 2022, i fondi azionari, con più 1,73 miliardi di afflussi nel primo mese dell’anno. Positivi anche i fondi chiusi per 214 milioni di euro. Nel complesso, quindi, le gestioni collettive registrano un saldo di meno 429 milioni di euro a gennaio. Sul fronte delle gestioni di portafoglio, in negativo per 498 milioni di euro nel mese, i mandati istituzionali registrano 756 milioni di euro di deflussi, mentre in quelli retail sono confluiti 258 milioni di euro.

I dati della mappa mensile di gennaio 2023 mostrano, in via preliminare, un incremento del patrimonio gestito di circa 55 miliardi di euro a 2.267 miliardi complessivi, principalmente attribuibile al contributo dell’effetto mercato, pari nel mese a +2,5%, secondo le stime dell’ufficio studi di Assogestioni.

Sul fronte delle società, al vertice della classifica, troviamo per raccolta netta il gruppo Generali con 577 milioni di euro. Sul secondo gradino del podio si piazza Poste Italiane con 526 milioni. A terzo posto ecco Mediolanum con quasi 357 milioni. Tra le società che chiudono gennaio in negativo, segnaliamo il gruppo Intesa Sanpaolo con circa meno 2,3 miliardi di euro, Amundi a meno 588 milioni e il Gruppo BNP Paribas a meno 363,5 milioni di euro.

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