Bad bank: i punti fondamentali dell'accordo con Bruxelles

Lo schema prevede garanzie pubbliche per le operazioni di cartolarizzazione che abbiamo come sottostante crediti in sofferenza
27/01/2016 | Massimo Morici

Via libera dalla Commissione europea alla bad bank, il veicolo per smaltire i 200 miliardi di crediti in sofferenza presenti nei bilanci bancari. Il Governo in merito sta per varare le norme che definiscono il meccanismo tenendo conto della richiesta della Commissione Ue di non utilizzare aiuti di Stato, dopo l'incontro che si è tenuto ieri a Bruxelles tra il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e la commissaria Ue alla concorrenza, la danese Margrethe Vestager.

Lo schema, come si legge in una nota del Mef, prevede la concessione di garanzie dello Stato nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione che abbiano come sottostante crediti in sofferenza. Lo Stato garantirà soltanto le tranche senior delle cartolarizzazioni, cioè quelle più sicure, che sopportano per ultime le eventuali perdite derivanti da recuperi sui crediti inferiori alle attese. 

Ad assistere le banche italiane in questo processo di pulizia dei bilanci che prevede l'impacchettamento dei crediti dubbi saranno entità separate, che potranno essere partecipate da una o più banche, e non una sola bad bank. L'intervento, assicura il ministero, “non genererà oneri per il bilancio dello Stato. Al contrario, si prevede che le commissioni incassate siano superiori ai costi, e che vi sia pertanto un'entrata netta positiva”.

Non si potrà procedere al rimborso invece delle tranche più rischiose (junior e mezzanina), se non saranno prima state integralmente rimborsate le tranche senior garantite dallo Stato. Le garanzie possono essere richieste dalle banche che cartolarizzano e cedono i crediti in sofferenza, a fronte del pagamento di una commissione periodica al Tesoro, calcolata come percentuale annua sull'ammontare garantito.

Il prezzo della garanzia è di mercato, come riconosciuto anche dalla Commissione europea, che concorda sul fatto che lo schema non contempli aiuti di Stato. Il prezzo - crecente nel tempo - sarà calcolato prendendo come riferimento i prezzi dei cds (credit default swap) degli emittenti italiani con un livello di rischio corrispondente a quello dei titoli garantiti. Lo Stato rilascerà la garanzia solo se i titoli avranno preventivamente ottenuto un rating uguale o superiore all'Investment Grade, da un'agenzia di rating indipendente e inclusa nella lista delle agenzie accettate dalla Bce, mentre le banche saranno tenute a dare l'incarico di recuperare i crediti a un servicer esterno e indipendente. "Questo impedirà che l'azione di recupero sia frenata da eventuali conflitti di interesse" spiega il Mef.

La presenza della garanzia pubblica faciliterà il finanziamento delle operazioni di cessione delle sofferenze. Questo intervento, conclude il Mef, si aggiunge alle numerose misure approvate in questi mesi per contribuire al rafforzamento in atto del settore bancario: la trasformazione delle maggiori banche popolari in società per azioni; la riforma delle fondazioni bancarie; la semplificazione delle procedure di recupero crediti e delle procedure di insolvenza per ridurre i tempi; l’adeguamento allo standard europeo del trattamento fiscale delle svalutazioni e la prossima riforma delle banche di credito cooperativo.

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