Unicredit, l'utile netto cala del 15%

Il dato risente delle poste non ricorrenti. Continuano le azioni del piano strategico. L'asset management ha mostrato solidi profitti
09/02/2016 | Marcella Persola

Cala l'utile netto di Unicredit. La banca guidata da Federico Ghizzoni ha chiuso il 2015 con un risultato netto di 1,694 miliardi contro i 2 miliardi del 2014. Il dato segna un calo del 15,6%, se però si considera le poste non ricorrenti, l'utile netto di gruppo sarebbe stato di 2 miliardi.

Continua la riduzione dei crediti deteriorati lordi (-5,5%), mentre il rapporto sofferenze nette/crediti totali netti è di 4,2%. I ricavi sono stati pari a 22,405 miliardi (-0,7%) rispetto ai 22,552 miliardi del dicembre 2014. Il margine operativo lordo è stato pari a 8,78 miliardi contro i 9,045 (-2,9%) di dicembre 2014.

 

I ricavi della core bank sono in aumento a 22,3 miliardi nell'esercizio 2015 (+1,6%) grazie alla crescita sostenuta delle commissioni (+4,7%). Per quanto concerne il piano strategico si è registrata un'ottima performance della rete commerciale retail e corporate con oltre 32 milioni di clienti e quote di mercato in crescita; semplificazione del gruppo così come stabilito dal piano, un contenimento dei costi e la trasformazione in banca digitale. In miglioramento i target patrimoniali, grazie alla generazione di capitale di 92 basis point nel 2015. Continua inoltre il miglioramento nella qualità dell'attivo.

 

L'.a.d Ghizzoni (nella foto) ha commentato "Si conferma la nostra capacità di generare capitale attraverso la gestione: una crescita di oltre 90 punti base che ci consente di rafforzare in maniera significativa i coefficienti patrimoniali. Il CET 1 fully loaded pro-forma sfiora l'11% e supera già i requisiti che attualmente sono previsti per il 2018. UniCredit ha chiuso il 2015 con un utile di oltre €2,2 miliardi, escluse le componenti non ricorrenti che scontano già gran parte degli oneri di ristrutturazione legati al Piano Strategico, nonché alcune voci straordinarie come il contributo per il salvataggio di quattro banche in Italia. Questo è un risultato di grande valore considerato il contesto macroeconomico difficile a livello europeo, in particolare per il settore bancario. L'attuazione del nostro piano procede a ritmi sostenuti e in questi pochi mesi sono stati affrontati e risolti nodi importanti come l'Austria e l'Ucraina; stiamo inoltre lavorando al taglio dei costi con rapidità e determinazione. La qualità dei nostri crediti è in costante miglioramento, la situazione di quelli deteriorati e delle sofferenze è totalmente sotto controllo e assai gestibile per un gruppo di dimensione internazionale come il nostro che può vantare livelli di copertura molto elevati".

 

A livello di dati divisionali, l'asset management e l'asset gathering hanno mostrato solidi profitti nel 2015 con un utile netto rispettivamente pari a 206 milioni e 125 milioni. L'aumento dei ricavi registrato nel 2015 è dovuto principalmente alle elevate commissioni generate con l'aumento della raccolta gestita a 223,6 miliardi e 26,3 miliardi. Accelera la raccolta netta che raggiunge quota 15,2 miliardi e 5,5 miliardi.

 

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