Il 36% degli italiani pronto ad affidarsi ai robo-advisor

È quanto emerge da una recente indagine di ING condotta in 15 paesi europei
30/07/2019 | Massimo Morici

Più di un italiano su tre è disposto ad affidarsi a un servizio di robo-advisory. È quanto emerge dall’Indagine Internazionale di ING sulle nuove tecnologie per il banking del 2019, che ha coinvolto 14.500 persone in 15 paesi e che evidenzia un crescente utilizzo degli strumenti tecnologici per il pagamento, la gestione e il risparmio delle proprie finanze. Stando all'indagine, il 17% degli italiani è disposto a delegare un computer per prendere decisioni al suo posto, sostanzialmente in linea con il 18% europeo.

Decisamente più ampia invece – il 36% - la disponibilità ad accettare raccomandazioni da parte di una macchina, a patto di mantenere il controllo sulle decisioni finali. Interessante notare allargando l’analisi agli altri paesi l’alta propensione sempre della Turchia a delegare un software per decisioni di investimento – il 30% - e ad accettare consigli di investimento – il 65%. Al contrario tra i più scettici verso la consulenza digitale ci sono gli olandesi, con l’11% disposto a delegare e il 23% ad avvalersi dei servizi di advisory offerti da una macchina.

L'indagine mostra l'ampio utilizzo in Italia dello smartphone e della tecnologia mobile per i servizi bancari: la percentuale infatti di coloro che hanno utilizzato una o più volte il mobile banking è cresciuta del 10% dal 2017 al 2018, passando dal 49% del campione al 59%, e del 22% negli ultimi 5 anni (nel 2014 era infatti 37%). In Europa, invece, la percentuale nel 2018 è arrivata quasi al 70%: in generale si tratta di una tendenza in costante aumento grazie allo sviluppo continuo di servizi bancari a portata di App. Guardando agli altri Paesi considerati nell’analisi, spicca la Turchia con un 89%, mentre la Germania è invece il fanalino di coda con il 54% di utilizzatori.

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