UBI frena Intesa: Massiah: “Iter per nulla scontato”

Il ceo: "Prima di diventare progetto, dovrà passare attraverso un complesso percorso autorizzativo". Intanto il Car, il patto di consultazione di UBI, si riunirà giovedì mattina a Bergamo per valutare l'offerta. Banco Bpm e Unicredit si sfilano dal risiko bancario
19/02/2020 | Redazione Advisor

"Prima di diventare progetto, dovrà passare attraverso un complesso, e per nulla scontato, iter autorizzativo delle autorità vigilanti e di approvazione da parte delle assemblee". Lo scrive - risulta all'Ansa - il ceo di Ubi, Victor Massiah, in una lettera ai dipendenti del gruppo.

Nella missiva, pubblicata dal ilsole24ore.com, Massiah spiega che “al termine della importante giornata in cui abbiamo presentato il nostro piano industriale, accolto dal mercato e da tutti gli stakeholder con grande consenso e apprezzamento, abbiamo appreso da un comunicato stampa dell'operazione (Ops) lanciata da Intesa San Paolo sulla nostra Banca. Come rappresentato dalla stessa istituzione promotrice dell'offerta, tale operazione non era concordata né a conoscenza del nostro consiglio di amministrazione e del nostro management. È molto presto per trarre considerazioni, ma è importante sottolineare come questa operazione rappresenti, per il momento, solo una proposta che, prima di diventare progetto, dovrà passare attraverso un complesso, e per nulla scontato, iter autorizzativo delle autorità vigilanti e di approvazione da parte delle assemblee”.

“Per fornirvi una prima indicazione – prosegue nella lettera - ricordiamo che l'offerta sarà, secondo quanto dichiarato da Intesa Sanpaolo, depositata in Consob entro il 7 marzo prossimo. Prima dell'inizio del periodo di adesione, previsto entro fine giugno, il consiglio di amministrazione di Ubi dovrà esprimersi al riguardo, a valle di una adeguata istruttoria”.

Massiah conclude ricordando che UBI, nella proposta, viene definita da Intesa “la migliore delle banche medie italiane: è qualcosa che il mercato ci ha sempre riconosciuto e di cui dovete essere orgogliosi. Detto questo qualunque sia lo scenario futuro che ci attende, il modo migliore per poterlo affrontare è continuare a lavorare con l'impegno di sempre, senza minimamente allentare l'attenzione e la focalizzazione sugli obiettivi che ci siamo dati. Lo dobbiamo ai nostri clienti, ai nostri stakeholder e a noi stessi”.

Nel frattempo il consiglio di amministrazione di Ubi ha conferito la delega al consigliere delegato per la nomina degli advisor finanziari e legali "che assisteranno il Gruppo nello svolgimento delle attività di valutazione delle informazioni finora rese pubbliche, del documento di offerta (di Intesa Sanpaolo ndr) una volta disponibile con le alternative possibili".

Intanto il Car, il patto di consultazione di Ubi Banca, si riunirà domani mattina a Bergamo per analizzare l'offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa Sanpaolo. E' quanto riferiscono ambienti vicini all'accordo parasociale che raccoglie il 18,7% del capitale di Ubi Banca e a cui aderiscono alcune fondazioni e grandi famiglie imprenditoriali di Bergamo e Brescia.

Banco Bpm non entrerà in campo nella partita per Ubi. Lo conferma Giuseppe Castagna, ceo dell’istituto di credito, a margine dell'Abi:. "Mi sembrano – ha dichiarato - cose che riguardavano altri. Noi stiamo facendo un piano stand alone, reduci da una fusione importante e andremo avanti per la nostra strada".

Anche Jean Pierre Mustier, a.d di Unicredit, si sfila dal risiko bancario e in un messaggio ai dipendenti riconferma "di non aver alcun interesse a fare operazioni di fusione e che non verremo coinvolti in alcuna transazione. Continueremo a mantenere il nostro focus sulla trasformazione della banca, così da aiutarvi a offrire i migliori servizi e prodotti da un lato, e a continuare a sviluppare attivamente la nostra base clienti in Italia dall'altro”.

 

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