Bce: PEPP confermato e tassi invariati

Pandemic Emergency Purchase Programme a 1350 miliardi di euro confermato fino al 2021 e tassi invariati. Christine Lagarde non sorprende e si attiene alle aspettative senza prendere una strada da falco
16/07/2020 | Greta Bisello

PEPP a 1350 miliardi di euro confermato fino al 2021 e tassi invariati. La Bce non sorprende e si attiene alle aspettative senza prendere una strada da falco. 

 

“I Bund scambiano in lieve ribasso, mentre l’euro è laterale. L’Eurotower inizia a vedere un possibile rimbalzo della crescita, ma i rischi sono ancora orientati al ribasso e persistono notevoli incertezze. Lagarde ha sottolineato di essere pronta a fare tutto il possibile per stabilizzare i mercati finanziari. Inoltre ha ribadito che il programma PEPP sarà usato pienamente, contraddicendo alcuni dei commenti più falco secondo cui la BCE potrebbe diminuire gli acquisti se non più necessari più avanti. Tuttavia, la Presidente non ha ancora detto che l’euro pone dei rischi all’outlook sull’inflazione nonostante la valuta si sia già rafforzata. Crediamo che in qualche modo la banca centrale alzerà la voce se l’euro si avvicinerà a 1,20. Fino ad allora sembra che la moneta abbia spazio per apprezzarsi ulteriormente nel caso in cui si raggiunga un accordo al summit UE o nella settimana successiva sul Recovery Fund europeo” afferma Kaspar Hense, senior portfolio manager, BlueBay Asset Management.

 

Secondo Oliver Blackbourn, multi-asset portfolio manager di Janus Henderson Investors: "L'impatto concreto sull'Europa dipenderà dalle decisioni prese in merito alle dimensioni e alla portata del Recovery Fund dell'UE, con i leader politici che ne discuteranno nei prossimi giorni. Un rapido accordo su un cospicuo pacchetto di sostegno aiuterebbe molto di più l'economia dell'Eurozona di quanto non possa fare ora la BCE. Da qui in avanti è probabile che la BCE manterrà una linea di condotta costante, incrementando l'acquisto di asset in base a quanto riterrà opportuno. Questo incontro non poteva che essere svantaggioso per la BCE. L'istituzione agisce con la consapevolezza che un passo falso potrebbe vedere i rendimenti dei titoli di stato italiani balzare in alto, ponendo ancora una volta in dubbio la sostenibilità a lungo termine dell'Italia all'interno dell'Eurozona. Pertanto, tutti gli occhi sono puntati su come il Paese allocherà i suoi programmi di acquisto di asset, da ultimo il PEPP, in quanto una riduzione degli acquisti del debito italiano potrebbe creare problemi ad un Paese con un indebitamento notevole. In definitiva, il comunicato conteneva poche novità a riguardo, e i rendimenti dei titoli di Stato italiani hanno registrato soltanto una marginale riduzione in seguito all'annuncio. L'euro ha recuperato terreno, ma i mercati azionari hanno subito pochi aggiustamenti dopo la decisione".

 

Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia spiega che: "Manteniamo sempre la nostra view che il piano PEPP possa essere incrementato nei prossimi mesi. In considerazione del fatto che lo scenario base dell’istituto di Francoforte prevede una seconda ondata di contagi e tenendo conto del ritmo di acquisti tenuto dalla BCE negli scorsi mesi riteniamo che entro fine anno ci possa essere un ulteriore incremento di 350-500 miliardi di euro del programma. Altro elemento interessante che sarà discusso nei prossimi mesi sarà anche quello sull’aumento del moltiplicatore del nuovo sistema di tiering, allentando così le tensioni per il sistema bancario. In merito al Recovery Fund, Christine Lagarde è sembrata molto sicura sull’approvazione del Next Generation EU che sarà a suo avviso un programma che comprenderà un mix di sovvenzioni e prestiti. Sulla domanda sui Paesi frugali la Lagarde è stata molto diplomatica affermando che ogni Paese ha la propria agenda".

 

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