UBI passa a Intesa, nasce la settima banca d’Europa

Sarà in grado di generare 5 miliardi di utili, gestire 460 miliardi di impieghi e oltre mille miliardi di risparmio gestito
31/07/2020 | Redazione Advisor

L'offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Ubi Banca si chiude con adesioni al 90,21% del capitale della banca guidata da Victor Massiah. La vittoria di Intesa era comunque stata raggiunta già due giorni fa quando Borsa Italiana aveva comunicato un balzo delle adesioni al 71,9% superando così l'asticella del 66,67% che consente a Intesa Sanpaolo di procedere alla fusione per incorporazione di UBI, detenendo il controllo delle assemblee straordinarie di UBI Banca, e dunque potendo assicurarsi il via libera alla vendita di oltre 500 sportelli della banca risultante dalla fusione a Bper. Vendita che potrebbe avvenire anche entro l'anno, con la fusione che potrebbe andare in scena entro aprile 2021, in coincidenza alla presentazione dei conti annuali. Una fusione destinata a dar vita alla settima banca europea in grado di generare 5 miliardi di utili, gestire 460 miliardi di impieghi e oltre mille miliardi di risparmio gestito.

"Oggi portiamo a termine un'operazione che ci vede tutti vincitori: grazie alla decisione - di cui siamo orgogliosi - del 90,2% degli azionisti di UBI Banca di entrare a far parte di Intesa Sanpaolo, daremo vita a una nuova realtà in grado di rafforzare il sistema finanziario italiano e di ricoprire un ruolo di leader nello scenario bancario europeo". Lo afferma il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, commentando il risultato dell'opas su Ubi Banca. Messina si dice convinto che “la nostra banca, motore dell'economia reale e sociale, rappresenterà il pilastro della fase di ripresa che il Paese si pone come principale obiettivo".

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.