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Il Covid-19 presenta un conto economico salatissimo

7/31/2020 | Redazione Private

Il report settimanale dei mercati del wealth management di Banca del Piemonte si concentra su tre aspetti: le ricadute del lockdown sui Paesi colpiti dalla pandemia, i negoziati per la Brexit e sul meeting della FED


Il report settimanale dei mercati proposto dal wealth management di Banca del Piemonte si concentra su tre aspetti: le ricadute del lockdown sui Paesi colpiti dalla pandemia, i negoziati per la Brexit e sul recente meeting della FED. Vediamoli punto per punto.

Il Covid-19 presenta il conto “economico”
 

Il Covid-19 comincia a presentare il conto dei danni provocati dalle chiusure sulle economie dei vari paesi: il Pil tedesco si è contratto del 10,1% tra aprile e giugno (il peggior crollo dal 1970) mentre l’economia americana è calata addirittura del 32,9% su base annualizzata nel secondo trimestre, penalizzata dai lockdown delle attività. Dopo il declino annualizzato del 5% già registrato nel primo trimestre, si tratta del calo più grave mai verificatosi dal 1947 ad oggi. Ad innervosire i mercati ha contribuito inoltre l’ipotesi lanciata da Trump di un rinvio delle elezioni per consentire «un voto sicuro» ed evitare frodi legate al voto per corrispondenza. In aggiunta negli USA le nuove richieste dei sussidi di disoccupazione continuano a salire (sopra il milione di unità per la diciannovesima settimana consecutiva), segnalando le grosse difficoltà del mercato del lavoro nel riassorbire i posti di lavoro persi durante il periodo di crisi sanitaria. La pandemia ha poi impattato pesantemente anche i conti aziendali: Volkswagen, Renault, Looyds e per i petroliferi ENI su tutti, hanno chiuso il primo semestre 2020 con rilevanti perdite. Nelle ultime ore a dare una mano al sentiment sono però giunti in soccorso i risultati delle grandi aziende tecnologiche che con i loro ottimi risultati (Google, Amazon, Apple e Facebook) hanno contribuito a rendere complessivamente meno pesante il calo degli utili in aggregato su base annua. Continua poi a destare preoccupazione la diffusione del Covid-19, con nuovi focolai segnalati in varie parti del mondo ed alcuni paesi in Europa (Spagna e Francia) che presentano casi in aumento.

Negoziati Brexit, integrazione di Ubi

Il capo negoziatore britannico Frost ha affermato che entro fine luglio, a differenza di quanto auspicato dal governo di Boris Johnson, sarà impossibile stipulare un accordo per il dopo-Brexit: un’intesa potrebbe essere possibile a settembre anche se le parti ammettono che i tempi potrebbero dilatarsi in autunno. La situazione pare talmente complicata al punto che Michel Barnier, il caponegoziatore per la Ue, ha ammonito che il rischio di una separazione dalla Gran Bretagna senza un accordo (no-deal) è “oggettivo”. Con adesioni superiori al 90% il verdetto è inequivocabile e pertanto Ubi, per volere dei soci, verrà integrata in Intesa Sanpaolo. Le adesioni hanno superato non solo la soglia minima (50% più una) che Intesa aveva posto per portare a termine l'operazione, ma anche il livello del 66,6% necessario all'immediata integrazione dell'ex popolare. A questo punto sarà probabile nei prossimi mesi un’OPA residuale sui titoli ancora in circolazione.
 

Riunione FED e nuovo pacchetto di stimoli

Nella riunione tenutasi in settimana la Federal Reserve ha mantenuto immutata la sua politica monetaria, estendendo fino al 31 dicembre, dal 30 settembre, tutti i suoi programmi di prestiti introdotti per aiutare l'economia americana e le linee di swap internazionali e i repo per le banche centrali estere. Powell si è mostrato preoccupato in merito alla situazione attuale, dichiarando che l’economia avrà bisogno di molto tempo per tornare ai livelli di inizio anno e di un continuo sostegno da parte della politica monetaria e fiscale. Inoltre, il timore è che molte delle persone che sono state licenziate da attività come quelle ricettive (ristoranti, bar, alberghi, viaggi e divertimenti pubblici) non saranno reintegrate. E non aiutano nemmeno i recenti picchi di contagio che stanno rallentando la ripresa, complicando le prospettive. Una logica conseguenza delle indicazioni di Powell è stata il continuo rafforzamento dell'euro sul biglietto verde nel mercato dei cambi, proprio con la garanzia di una politica monetaria ultraaccomodante fino a quando l’economia sarà in crisi. Il dollaro ha così perso il sostegno dato dal differenziale di tasso da sempre favorevole: la moneta unica, dopo aver toccato la soglia di 1,19 dollari, ora si attesta a 1,1850. Sul fronte fiscale i repubblicani hanno svelato la loro proposta di un nuovo pacchetto di aiuti da mille miliardi di fondi, gran parte destinati alle scuole per favorire il ritorno degli studenti in classe. Non ci sono i tagli alle imposte sul reddito delle persone fisiche che Donald Trump proponeva, dopo il taglio alle imposte alle aziende del 2018, anche per rilanciare le sue chance di rielezione. I sussidi aggiuntivi alla disoccupazione di 600 dollari settimanali per chi ha perso il lavoro (scaduti lo scorso 25 luglio), sono riconfermati nel piano repubblicano con un taglio di 400 dollari, passando però da 600 dollari a 200 dollari. Il piano dei repubblicani, come quello democratico, prevede un nuovo assegno da 1.200 dollari per ogni cittadino americano. Sono previsti anche nuovi prestiti agevolati per le piccole e medie imprese per 190 miliardi di dollari.

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