Banche, il futuro è tecnologia e consulenza integrata

Il settore cerca di tenere il passo con la crescente concorrenza di altri canali indipendenti, fintech o fornitori diretti. L'analisi di Cerulli Associates
31/08/2020 | Greta Bisello

Tenere il passo con i tempi non è cosa facile ma di sicuro necessaria. È quello che sta sperimentando il settore bancario quando si parla di tecnologia e consulenza integrata. Negli ultimi anni la crescente concorrenza con altri canali indipendenti, fintech, fornitori diretti ha dato la spinta necessaria ma anche le richieste normative e il cambiamento demografico della ricchezza hanno aumentato la pressione sui dipartimenti di gestione patrimoniale delle banche. 

 

Secondo il sondaggio annuale a cura di Cerulli Associates su banche private e trust, i dirigenti stanno ponendo un forte accento sulle iniziative tecnologiche e normative nel 2020; quasi tre quarti (70%) dei dirigenti delle banche private e dei trust citano l'importanza di aumentare l'efficienza attraverso la tecnologia, mentre il 52% cita l'implementazione di funzionalità digitali per migliorare l'esperienza del cliente. "Alla luce della pandemia Covid-19, la tecnologia si è evoluta da componente aggiuntiva a necessità man mano che le aziende sono passate a un modello completamente da remoto", afferma Asher Cheses, analista senior di Cerulli. Mentre le banche affrontano la pandemia globale, la mancanza di integrazione tecnologica e di capacità digitali potrebbe ostacolare in modo significativo la crescita della loro attività di gestione patrimoniale. "Andando avanti, le banche che adottano in modo strategico e proattivo le nuove tecnologie continueranno ad avere successo nell'ambiente remoto". 

Per quanto riguarda la regolamentazione invece alle banche viene richiesto uno sforzo in fatto di trasparenza e riduzione deii rischi operativi all'interno delle loro unità di gestione patrimoniale. 

Andando avanti, le banche dovranno sfruttare la tecnologia e capitalizzare i loro vantaggi per guidare efficacemente la crescita e competere con altri canali di consulenza. In conclusione, secondo gli esperti di Cerulli, questo tipo di cambiamenti saranno inevitabili. Accogliendo le sfide e le nuove opportunità senza contrastare la rivoluzione in atto, il settore bancario potrà finalmente essere in grado di creare un'esperienza di consulenza unificata. 

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