Banca Generali, Mossa svela i piani di espansione

“Comprare una qualche boutique? Può essere, ma solo a determinate condizioni, devono avere senso”. L’amministratore delegato rivela i piani dell’istituto e si dice “lusingato” dall’interessamento di Mediobanca
10/11/2020 | Redazione Advisor

“Comprare una qualche boutique? Può essere, ma solo a determinate condizioni, devono avere senso”. Gian Maria Mossa, ammistratore delegato di Banca Generali, con un’intervista a Il Giornale, non esclude un’ulteriore espansione dell’istituto.

E sull’interessamento di Mediobanca nei confronti di Banca Generali dice: “È lusinghiero vedere che brand cosi importanti abbiano manifestato attenzione nei nostri confronti. Di sicuro siamo molto soddisfatti del nostro percorso, gestiamo 2.050 liberi professionisti che vedono nell'indipendenza della banca un punto di forza, e siamo felici di avere un'azionista e un brand come Generali di grandissimo valore e con cui c'è molta collaborazione”.

Poi fa un bilancio del 2020: “Nel dicembre 2018 abbiamo presentato il piano triennale. Siamo avanti in quasi tutte le voci e in linea come sviluppo di dimensioni; stiamo solo soffrendo un po' sulle commissioni legate agli asset che hanno risentito della volatilità di marzo. Ma confermiamo tutti i target 2019-21 e abbiamo alzato l'obiettivo di raccolta per il 2020 a 5,5 miliardi”. Questo perché “ci sono modelli di business diversi. Noi siamo rivolti a clientela affluent e private e andiamo molto bene. Mentre chi è più frammentato e nel segmento retail subisce di più la crisi”.

In Italia ci sono 1.700 miliardi in liquidità. Come si possono intercettare? “Banca Generali ha il 70% delle masse da clienti con oltre 500 mila euro di risparmio. La liquidità sui conti è un nodo da sbrigliare per favorire gli investimenti, ma nel nostro ambito cerchiamo di guadagnare quote di mercato nel private. E un bacino che vale più di mille miliardi e noi ne gestiamo quasi il 5%. Nel 2013 gestivamo 11 miliardi di clientela private, oggi quattro volte tanto; e all'epoca avevamo solo 25 miliardi di masse, oggi oltre 70. E cresceremo ancora, lo spazio non manca”.

È in corso un consolidamento. Vale anche per voi? “Bisogna distinguere: il modello di banca tradizionale è diventato difficile, con tassi bassi ed economia in forte contrazione. Condizioni che richiedono più massa critica e innovazione. Ma in questo quadro i banker d'esperienza cercano le migliori opportunità e i clienti segmentano la propria domanda: tutto spinge verso chi offre consulenza finanziaria. Si pensi che persino in questo 2020 cresciamo del 15% circa di raccolta. Siamo il terzo player di private banking, dietro a Intesa e Unicredit”.

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