Banche europee, l’incessante battaglia per la redditività

Nonostante le sfide poste da fattori ciclici e strutturali sul settore, le banche europee nel 2021 potrebbero registrare performance più vivaci. L’analisi di S&P Global Ratings
25/06/2021 | Paola Sacerdote

Nel complesso, le banche europee nel 2021 potrebbero registrare performance più sostenute, almeno ad un livello superficiale. E’ l’analisi di S&P Global Ratings, contenuta in un rapporto pubblicato oggi intitolato “As Near-Term Risks Ease, The Relentless Profitability Battle Lingers For European Banks”.

 

"Mentre rimaniamo consapevoli che la qualità degli asset si indebolirà, l'attenuazione dei rischi di ribasso ci dà maggiore fiducia nelle nostre proiezioni di base riguardo alla redditività e alla capitalizzazione delle banche europee", ha affermato Giles Edwards, analista del credito di S&P Global Ratings.

 

Le proiezioni della società di rating prevedono che la stragrande maggioranza delle banche europee riporterà un miglioramento degli utili nel 2021 rispetto al 2020, aiutata da una minore svalutazione dei crediti (con un recupero per alcuni istituti) e un rimbalzo dell'attività economica, che potrebbe gradualmente migliorare i ricavi da commissioni e dividendi.

 

Il margine di interesse rimarrà tuttavia difficoltoso, con una crescita del credito contenuta (al di fuori di un graduale rimbalzo del credito al consumo e di una generale ripresa dell'attività ipotecaria) e l’ulteriore aumento della pressione sui margini per molte banche, dovuto al riprezzamento dei depositi e dei nuovi prestiti, che diventerà più evidente nel 2022. Con i coefficienti patrimoniali regolamentari che chiuderanno il 2020 ai massimi storici per molte banche, e con una probabile crescita delle attività ponderate per il rischio nel 2021, il prudente riavvio dei dividendi (per la maggioranza) segnerebbe un ritorno a condizioni operative più normali.

 

Nel report S&P ha analizzato i rating di circa 60 gruppi bancari europei domiciliati in 10 paesi europei - Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Regno Unito. In quasi tutti i casi, i rating erano con outlook negativo dalla primavera del 2020, un giudizio legato ai dubbi sugli effetti della pandemia sulla qualità degli asset e sulla capitalizzazione, sul modello di business e sulle sfide di redditività, o su entrambi.

 

"La qualità degli attivi dichiarata probabilmente peggiorerà in tutta Europa con il calo del sostegno fiscale, ma ora vediamo questa come una sfida altamente gestibile per la maggior parte delle banche e ci aspettiamo che la capitalizzazione rimarrà solida anche una volta che riprenderà una misurata distribuzione dei dividendi", ha affermato Edwards.

 

Fattori ciclici e strutturali continuano a pesare sulla redditività di molte banche europee e quindi sui loro modelli di business e operativi. Di conseguenza, S&P Global ha intrapreso azioni di rating miste, rivedendo le prospettive di molte banche migliorando il giudizio e portandolo a stabile, ma anche intervenendo con dei downgrade per un piccolo numero di istituti, dove i rating non riflettevano ancora pienamente i problemi che si trovano ad affrontare.

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