Massimo Doris mette in guardia: “Azionario? Bolla possibile, ma...”

L’a.d. di Banca Mediolanum commenta i dati più che positivi della raccolta del primo semestre dell’anno e guardando ai prossimi sei mesi dice. “Per fine 2021 puntiamo a una raccolta simile allo scorso anno, con un mix migliore, più sbilanciato verso il gestito”
08/07/2021 | Redazione Advisor

“Sono il frutto di una crescita costante che l'anno scorso ci ha portato a raccogliere 7,7 miliardi. Nei primi sei mesi abbiamo già raggiunto 4,7 miliardi. Durante la pandemia la clientela si è resa conto della bontà e della qualità del nostro modello di consulenza, sempre garantita da remoto in ogni momento grazie anche al lavoro dei family banker”. Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, con un'intervista a MF Milano-Finanza, commenta così il raggiungimento dei 100 miliardi di euro di masse dell’istituto da lui guidato.

E sul rischio di bolla dell’azionario dice: “Proponiamo l'azionario solo per esigenze di lungo termine: una bolla può esserci, ma se si investe nel lungo periodo la si supera. Inoltre, il grosso della raccolta azionaria proviene da piani di accumulo e altre soluzioni di investimento in cui i clienti entrano progressivamente e in maniera graduale e diversificata”.

I prossimi obiettivi di Mediolanum? “I clienti che hanno avuto buone esperienze con Banca Mediolanum durante la pandemia hanno portato altri clienti tramite il passaparola. Inoltre c'è il progetto Selfy, che punta all'acquisizione diretta della clientela attraverso il web e che entro fine anno dovrebbe portare 15 mila unità aggiuntive”.

Doris si sofferma anche sulla raccolta dell’amministrato, buona, ma più che dimezzata anno su anno: “Vogliamo acquisire i clienti in toto, diventando per loro l'unica banca di riferimento. Molto dell'amministrato del 2020, derivante dalla promozione del 2% sul conto, è stato trasformato in gestito quest'anno. Per fine 2021 puntiamo a una raccolta simile allo scorso anno, con un mix migliore, più sbilanciato verso il gestito”.

Infine l'amministratore delegato esclude un possibile matrimonio tra Mediolanum e Mediobanca: “Per le banche reti come noi non ci sono i problemi di redditività di cui soffrono le realtà commerciali, quindi non abbiamo necessità di aggregarci. Mediolanum e Mediobanca sono complementari, l'unione avrebbe senso da un punto di vista teorico. Ma non ne vediamo la necessità: siamo in salute, stiamo crescendo e siamo redditivi”.

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