Banche europee resilienti al Covid: redditività su del 7,2%

Secondo l’ultimo rapporto della BCE, nel primo trimestre del 2021, gli istituti spagnoli hanno mostrato i più alti roe (quasi 16%), mentre quelli italiani sono stati sopra la media all' 8,2%, quelli francesi al 5,3% e i tedeschi al 4,8%
25/08/2021 | Redazione Advisor

Il Covid è alle spalle, almeno per le banche europee. MF Milano-Finanza riporta gli ultimi dati della BCE che mostra come la redditività degli istituti di credito del Vecchio Continente è salita al 7,2% nel primo trimestre dell'anno, dall 1,2% dello stesso periodo del 2020, quando iniziavano a manifestarsi i segni del Covid.

Secondo gli ultimi dati Bce, il roe (return on equity) è rimasto basso in tutto il 2020: era persino sceso a zero nel secondo trimestre 2020, per poi restare al 2,1% e all' 1,5% nel terzo e nel quarto. Ma nel 2021 c'è stato un forte balzo della redditività del capitale. Hanno influito soprattutto i maggiori ricavi da trading (con beneficio per oltre 37 miliardi nel primo trimestre) e le minori rettifiche sul credito (per circa 11 miliardi). Alcune banche hanno ridotto gli accantonamenti sui prestiti, confidando che quelli del 2020 siano sufficienti per gestire gli effetti della crisi. Moratorie e prestiti pubblici hanno congelato le conseguenze del Covid sui bilanci. Nel complesso, si legge nel rapporto, gli istituti spagnoli hanno mostrato anche i più alti roe (quasi 16%), mentre quelli italiani sono stati sopra la media all' 8,2%, quelli francesi al 5,3% e i tedeschi al 4,8%.

Se si osserva la tipologia di banche, la redditività è stata più alta tra quelle diversificate (12,9%), con asset di oltre 200 miliardi di euro (10,2%) e con rischi limitati (8,4%). I valori più bassi invece sono stati registrati tra gli istituti specializzati nel corporate (3,7%), con asset sotto i 100 miliardi (4,9%) e con alti rischi (5%).

Venendo agli istituti di credito italiani, Mediobanca avrebbe un capitale Cet1 (fully loaded) a fine 2023 del 9,7%, Intesa Sanpaolo del 9,4% (9,97% considerando in modo neutrale le cessioni legate all'operazione Ubi e il piano di incentivazione in aziom), Unicredit del 9,2%, Banco Bpm del 7%. Il dato più basso, come atteso, sarebbe quello di Mps (-0,1%).

Quanto alle altre grandi banche Ue, Deutsche Bank avrebbe nello scenario avverso un capitale del 7,4% nel 2023, Commerzbank dell'8,2%, Santander del 9,3%, Bbva dell'8,7%, Bnp Paribas dell'8,2%, Crédit Agricole del 10,6%, Société Générale del 7,5%. In una recente analisi, la Vigilanza Bce ha comunque sottolineato che in media le banche sovrastimano la capacità di uscire rapidamente da condizioni di forte stress.

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