Il gestito si tinge di arancio

L’obiettivo è inserire oltre 200 giovani entro la fine del 2022
18/11/2021 | Redazione Advisor

Sostenibilità, financial advisor nativi digitali e partnership con grandi case di investimento. Ecco l’offerta di ING Italia nel gestito e nella consulenza, così come racconta il country manager Alessio Miranda (nella foto).

 

Come rendere più redditizio il risparmio e la liquidità detenuta nei conti depositi. Quali sono le vostre proposte in merito?

Nel risparmio gestito, per offrire maggiori alternative ai risparmiatori in uno scenario persistente di tassi bassi, abbiamo evoluto la nostra offerta stringendo partnership con grandi case di investimento per offrire oltre 500 fondi e introdotto un modello di consulenza ibrida, che fa leva contemporaneamente su sistemi avanzati di selezione d’investimento e financial advisor “nativi digitali”. Con ING i clienti possono operare in self-service per esigenze semplici, o possono definire i propri obiettivi di investimento e come raggiungerli parlando con i nostri consulenti.

 

Quali sono gli elementi che caratterizzano la vostra rete di financial advisors?

Innanzitutto la formazione di elevata qualità: selezioniamo talenti che poi formiamo e prepariamo insieme a SDA Bocconi all’esame di OCF. il risultato è che ben il 90% dei nostri ragazzi supera l’esame - contro una media nazionale del 50% - con un punteggio medio di 90/100, molto più alto della media di mercato.
Un altro elemento distintivo è la giovane età: con un’età media di 29 anni, hanno elevata dimestichezza con le tecnologie di comunicazione a distanza. Nel risparmio gestito abbiamo bisogno di persone in grado di supportare un passaggio generazionale che sta avvenendo anche nei risparmiatori e di saper ispirare fiducia nell’interazione digitale. Investiamo inoltre significativamente sullo sviluppo delle ‘soft skills’ e in particolare sulla capacità di creare empatia. Ai nostri financial advisors chiediamo anche alti standard comportamentali, derivanti dal nostro codice di condotta, e la capacità di semplificare temi complessi, rendendoli facilmente accessibili. Per finire, un grande elemento di novità è rappresentato dal modello di remunerazione che abbiamo introdotto nel mercato: i consulenti ricevono una commissione percentuale fissa sui portafogli in gestione, indipendentemente dalla tipologia di prodotto/asset class collocata, per ridurre potenziali conflitti di interesse. 

 

Quali sono gli obiettivi che volete raggiungere con la rete?

L’obiettivo è di inserire oltre 200 giovani entro la fine del 2022 per rispondere in maniera efficace all’aumento di richieste di consulenza finanziaria che ci aspettiamo nei prossimi 2 anni. Le nostre aspettative derivano dal trend di crescita che già nel 2020 ha visto un +35% rispetto al 2019.

 

Oggi un tema di grande appeal è quello della sostenibilità. Come si pone ING Italia rispetto a questa sfida?

ING ha estremamente a cuore la sostenibilità e l’ha dimostrato negli anni con i fatti, in primis con le attività di finanziamento alle imprese: siamo stati tra le prime banche già nel 2017 a prendere la decisione di ridurre a zero l’esposizione sul carbone entro il 2025 e a offrire sustainable loans, che incentivano le aziende a migliorare le loro performance ESG.

La sostenibilità è sempre più presente anche nell’offerta di prodotti di investimento: per questo abbiamo introdotto 12 fondi ESG e ne stiamo gradualmente aggiungendo molti altri. 

Il nostro ruolo di banca pioniera sui prestiti sostenibili ci rende credibili nella nostra offerta ESG, aiutandoci così a soddisfare il crescente interesse dei nostri clienti.

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