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Doris lancia la sfida: “Puntiamo a guadagnare quote di mercato"

9/30/2022 | Redazione Advisor

L’a.d. di Banca Mediolanum spiega che “la quotazione dà istituzionalità e obbliga a strutturarsi, a evolvere continuamente. Dal mio punto di vista porta solo benefici"


Banca Mediolanum BMED.MI non è in vendita e vuole continuare a crescere da sola, non ha bisogno di capitali ma resta in borsa perché la quotazione rende più autorevoli e credibili. "Tra cinque anni vedo Banca Mediolanum da sola e un bel po' più grande", ha detto a Reuters Massimo Doris, figlio del fondatore Ennio e amministratore delegato della banca dal 2008.

Nonostante non abbia bisogno di finanziarsi sul mercato o di fare fusioni, la banca resta in borsa. Alcune grandi famiglie imprenditoriali italiane hanno deciso quest'anno di lasciare Piazza Affari: i Della Valle hanno lanciato un'offerta su Tod's TOD.MI, mentre i Benetton acquisteranno le quote non possedute in Atlantia ATL.MI. La famiglia Doris non intende seguire questa strada. "Ritengo - e lo riteneva anche mio padre - che essere quotati significhi essere di più una istituzione, soprattutto per una banca che non ha sportelli", ha detto Doris nel corso di una intervista. "La quotazione dà istituzionalità e obbliga a strutturarsi, a evolvere continuamente. Dal mio punto di vista porta solo benefici", ha aggiunto.

RALLENTAMENTO RACCOLTA NON PREOCCUPA

Nonostante Banca Mediolanum sia la banca rete che ha raccolto di più sul gestito - più remunerativo dell'amministrato - in Italia a fine luglio (dati Assoreti), gli afflussi sono oggi in ulteriore frenata rispetto al 2021. "A settembre la raccolta gestita sta andando bene, sono soddisfatto... ma quest'anno raccoglieremo un po' meno degli 8 miliardi sul totale e dei 6 miliardi sul gestito sinora indicati", ha detto Doris, ricordando che le stime di raccolta restano sempre soggette all'andamento dei mercati finanziari. "L'inflazione ha continuato a salire, le tensioni per la guerra sono proseguite, è saltato poi il governo... è difficile replicare subito un altro anno record se la strada è diventata impervia... però sarà un anno molto buono", ha spiegato. Una proiezione, che include anche la Spagna, potrebbe essere oggi intorno ai 5,5 miliardi di raccolta gestita per il 2022, ha aggiunto.

Nel primi sette mesi di quest'anno gli afflussi nel risparmio gestito di Banca Mediolanum sono diminuiti del 19% su anno a fronte della flessione del 61% di un gruppo di concorrenti composto da Fideuram ISP.MI, FinecoBank FBK.MI, Banca Generali BGN.MI e Azimut AZMT.MI. "Mi aspetto di guadagnare quote di mercato dalle banche tradizionali e dalle altre reti sia quest'anno che l'anno prossimo pur in presenza di mercati complessi", ha sottolineato Doris. La salita dei tassi spinge viceversa al rialzo le proiezioni di margine di interesse, visto ora per quest'anno a 390 milioni (calcolato ai livelli di Euribor 3/6 mesi del 15 settembre scorso) dai precedenti 270 milioni del 2021 e a 600 milioni nel 2023. Confermata la robustezza del margine operativo, misura del business ricorrente, previsto in crescita rispetto a quello del 2021.

DIVIDENDI PROTETTI CON NUOVO BOND

Nonostante abbia un Cet1 pari al 21,1% - già superiore al requisito Mrel ("Minimum Requirement for own funds and Eligible Liabilities") per il 2024 del 20,27% - Banca Mediolanum sta valutando l'emissione di un bond senior preferred per creare un ulteriore buffer di capitale. "Con questo bond vogliamo prenderci del margine in più senza intaccare la distribuzione di dividendi", ha spiegato Doris. L'impegno con gli investitori istituzionali è di aumentare la cedola di due centesimi ogni anno, ha ricordato il manager: per il 2022 la promessa è di distribuire un dividendo di 48 centesimi.

Sul fronte Mediobanca MDBI.MI Banca Mediolanum esclude di tornare a riclassificare a "strategica" la propria partecipazione del 3,53% innanzitutto perché si è ridimensionato il peso del patto di sindacato che un tempo tirava le fila dell'istituto. "Siamo azionisti di lungo corso di Mediobanca, soddisfatti del lavoro di Alberto Nagel", ha detto Doris. L'AD di Piazzetta Cuccia, finito nel mirino delle critiche del primo azionista Leonardo del Vecchio, "ha progressivamente ampliato la diversificazione del business oltre ad aver consolidato il primato di banca d'affari, con un ruolo importante nei principali recenti deal", ha sottolineato Doris.

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