I 3 rischi a più alto impatto sui mercati per i manager

L’Italia, come Grecia e Spagna, presenta ancora i rischi relativi a un’elevata disoccupazione giovanile. I risultati dell’ultimo “Global Risks Report 2018”, realizzato dal World Economic Forum
18/01/2018 | Massimo Morici

Se tre anni fa i rischi economici e geopolitici come la disoccupazione, i conflitti internazionali e le crisi di Stato occupavano i primi posti della classifica, oggi sono del tutto scomparsi lasciando il posto a rischi naturali e tecnologici: armi di distruzione di massa, eventi atmosferici estremi, disastri naturali, fallimento delle politiche di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici e crisi idriche sono i rischi che potranno generare più danni nei prossimi 10 anni secondo i risk manager a livello globale.

È quanto emerge dal sondaggio alla base del Global Risks Report 2018, realizzato ogni anno dal World Economic Forum, in collaborazione con Marsh & McLennan Companies e Zurich Insurance, che ha coinvolto nel 2017 oltre 12.400 executive in 136 paesi offrendo una prospettiva dei rischi a più alto impatto e più probabili su un arco temporale di 10 anni. Nella maggior parte delle aree del mondo i dirigenti hanno evidenziato come siano ancora gli eventi atmosferici estremi e le armi di distruzione di massa i rischi maggiori, con una crescita dei rischi legati ai cyber-attacchi e al rischio di frodi online, al terzo e quarto posto nella classifica in cui fino a 12 mesi prima non comparivano nemmeno.

Ma i trend differiscono notevolmente tra le varie aree del mondo, in particolare nel Nord America e nell’Unione Europea, dove la crisi ha colpito in modo più severo. Nonostante i rapidi miglioramenti registrati in Europa dal 2013, infatti, la regione rimane particolarmente esposta ai problemi della disoccupazione giovanile: in media, i giovani in Europa rimangono con molto più probabilità di essere disoccupati rispetto alle loro controparti o in Nord America o nei Paesi emergenti e questo, in particolare in Grecia, Spagna e Italia ha portato alla crescita di rischi di tipo socio-economico che non sono rappresentati dalla media globale.

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