Cassazione: polizze vita, il rischio è della compagnia

Difficile capire l'impatto della sentenza soprattutto sulle polizze finanziarie che potrebbero perdere i loro privilegi fiscali
07/05/2018 | Marcella Persola

Polizze vita o contratti di investimento ordinari? La sentenza della Corte di Cassazione di ieri sembra che non farà dormire sogni tranquilli al mondo delle assicurazioni e non solo, anche alle reti di distribuzione di prodotti finanziari. Infati la sentenza n. 10333/2018 stabilisce che le polizze vite sono da considerarsi tali solo se garantiscono la restituzione del capitale “investito”, altrimenti sono contratti di investimento ordinari.

 

Nello specifico il “rischio” per la Corte deve ricadere sulla compagnia, se invece ricade sull’assicurato, in base alle performance, non si può più considerare una polizza, ma un investimento finanziario. Se così fosse tutte le polizze di ramo III (index e unit linked) che sono anche oggetto di distribuzione dei financial advisor verrebbero ad essere penalizzate soprattutto dal punto di vista fiscale, perché come è noto la tassazione delle plusvalenze nelle polizze è differente rispetto ai contratti di investimento. Inoltre le polizze sono esenti da tasse di successione.

 

Difficile capire che impatti avrà tale sentenza nel lungo termine, sicuramente nel breve potrebbe portare a un calo della raccolta di questi prodotti.

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