Banca Generali, utile da record nel 2019: più 51%

L'esercizio si è chiuso con entrate nette per 272,1 milioni di euro, dividendo 2020 di 1,85 euro. L'a.d Mossa: “Il miglior anno nella nostra storia"
10/02/2020 | Redazione Advisor

Il 2019 sarà ricordato come l’anno dei record per Banca Generali. L’esercizio dello scorso anno (i risultati preliminari consolidati al 31 dicembre 2019), approvato dal cda sotto la presidenza di Giancarlo Fancel, si è chiuso con un utile di 272,1 milioni di euro (+51%), il risultato migliore nella storia della Banca.

Gian Maria Mossa, amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali, esprime così la sua soddisfazione: “Il miglior anno nella nostra storia con risultati che evidenziano sensibili miglioramenti in tutte le voci del conto economico e dello stato patrimoniale. La componente variabile dei mercati ha visto crescere i ritorni per i nostri clienti mantenendo sempre quell’approccio prudente e di controllo della volatilità che ci caratterizza. Nonostante le tensioni dei listini di fine 2018, abbiamo aumentato di oltre 11 miliardi le masse, rafforzando ulteriormente il nostro brand e posizionamento nel private banking italiano dove risultiamo tra i primi operatori. Abbiamo accelerato il lancio di soluzioni esclusive negli investimenti e nei servizi di wealth management e la risposta dalla clientela non s’è fatta attendere come evidenziano i dati in forte crescita delle masse sotto advisory evoluta, così come il successo del nuovo approccio consulenziale incentrato sulla sostenibilità nelle logiche SDGs".

“Tutto ciò - conclude Mossa - ad ulteriore dimostrazione della distintività della professionalità dei nostri consulenti e dell’eccellenza delle piattaforme tecnologiche messe a loro disposizione. Alla luce di questi risultati guardiamo con crescente ottimismo al cammino per il nostro piano triennale e alle sfide per il 2020”.

Ecco nello specifico i risultati economici consolidati al 31 dicembre 2019: coome detto in precedenza l’utile netto è salito a 272,1 milioni di euro (+51%). I numeri confermano la velocità nel trend di marcia per centrare gli obiettivi di crescita del piano triennale che puntano ad uno sviluppo sostenibile e sempre più diversificato nelle sue componenti. Il risultato ha certamente beneficiato di un contesto più favorevole dei mercati finanziari internazionali durante l’anno passato, ma ha altresì registrato una significativa crescita della componente ricorrente (150,0 milioni, +12.7% l’utile core) supportata dalla forte e continua espansione dimensionale (69 miliardi le masse, +20%), così come dalle molteplici iniziative nella diversificazione dei prodotti e dei servizi.

Tra le principali voci di bilancio si segnala: il margine di intermediazione è aumentato del 29% a 578,0 milioni grazie alla positiva dinamica del margine d’interesse e delle commissioni ricorrenti (gestione, sottoscrizione e bancarie). Al risultato hanno poi contribuito le voci di ricavo variabili legate alla dinamica dei mercati finanziari e alla buona performance generata per i clienti (+7,2% la performance netta, +11% sui prodotti gestiti). Il margine finanziario si è attestato a 88,2 milioni, in crescita del 4,9%. Il risultato è stato favorito dall’incremento del margine d’interesse (74 milioni +23,4%) a fronte di una significativa riduzione della componente variabile legata al trading.

Il margine d’interesse ha beneficiato dell’espansione degli attivi fruttiferi nel periodo (10,9 miliardi, +20%) e del loro rendimento (75bps, +6bps) in particolare del portafoglio finanziario della banca (82bps, +9bps) e della liquidità. Il portafoglio di tesoreria della banca a fine periodo si attestava a 7,8 miliardi (+38% da inizio anno) con un profilo sempre molto prudente come dimostrano la duration complessiva pari a 1,6 anni e la maturity di 3,5 anni. Le commissioni lorde sono salite del 18,8% a 881 milioni. Al risultato ha contribuito una costante ripresa delle commissioni di gestione (646,3 milioni, +1,9%), penalizzate ad inizio 2019 dai riflessi della crisi finanziaria dell’ultimo scorcio dell’esercizio precedente e dalle scelte difensive degli investitori nella prima parte dell’anno, poi rientrate dall’estate in poi. Molto positivo nel periodo è stato il contributo delle commissioni bancarie e d’ingresso (87 milioni, +27%) che premia le molteplici iniziative lanciate per ampliare e diversificare i servizi per gli investimenti e la protezione dei patrimoni (consulenza evoluta, trading sui portafogli amministrati, prodotti strutturati).

Infine, si segnala il dato positivo delle commissioni di performance passate da 38,6 milioni a 147,4 milioni sulla scorta della positiva performance netta generata per la clientela nel periodo. I costi operativi sono ammontati a 221,2 milioni (+12,5%). La variazione è legata principalmente all’effetto di alcune poste di carattere straordinario (9,1 milioni) e al consolidamento di Nextam e Valeur (6,9 milioni). Al netto di queste voci, la crescita organica dei costi ‘core’ è stata pari al 4,8% e include una componente variabile dei costi del personale in aumento per effetto dei buoni risultati della banca nel periodo. Le poste di carattere straordinario – e dunque non ripetibili nel 2020 - sono principalmente legate all’accelerazione dei progetti strategici previsti nel piano triennale, ai costi legati alle attività di M&A e al trasferimento degli uffici direzionali.

Gli indici di efficienza operativa sono ulteriormente migliorati su livelli d’eccellenza, di riflesso alla minore incidenza dei costi sulle masse totali scesi a 32 bps (34 bps a fine 2018), con un cost/income ratio rettificato al 38,8% (dal 42,3% di fine 2018) al netto delle componenti non ricorrenti2. ll risultato del periodo include infine accantonamenti e rettifiche di valore nette per €31,5 milioni, in diminuzione rispetto ai 33,1 milioni nello scorso esercizio, grazie al miglioramento del profilo di rischio dei titoli di Stato italiani detenuti in portafoglio nelle valutazioni collettive in applicazione dei principi di valutazione previsti dall’IFRS 9.

Risultati economici del quarto trimestre 2019

L’utile netto del quarto trimestre del 2019 è aumentato a 76,1 milioni (+71,9%), rispetto all’analogo periodo dell’esercizio precedente. Il risultato è stato sostenuto da una netta accelerazione delle voci di ricavo ricorrente (216.9 milioni, +15,0%) in tutte le sue componenti: margine d’interesse (20,1 milioni, +28%), commissioni di gestione (169 milioni, +9%) e commissioni bancarie e d’ingresso (27,4 milioni, +57%) oltre che dalla positiva dinamica delle commissioni di performance, pressoché assenti nel corrispondente periodo dello scorso anno. I costi operativi si sono attestati a 65,5 milioni (dai 53,2 milioni del Q4 2018) per l’accelerazione dei progetti strategici straordinari, per le spese una tantum legate all’integrazione e al consolidamento delle nuove società acquisite e al trasferimento degli uffici.

La proposta di dividendo

Il cda ha deliberato di presentare all’assemblea degli azionisti programmata per il 23 Aprile p.v. in prima convocazione la proposta di distribuire dividendi cash per 216,2 milioni, pari a €1,85 per azione (al lordo delle ritenute di legge) e corrispondenti ad un pay-out del 79%, che risulta così nella parta alta della guidance ribadita in occasione della presentazione del Piano Triennale. La distribuzione, se approvata dall’assemblea, avrà luogo in due momenti distinti: 1,55 per azione a partire dal giorno 20 maggio 2020 (con stacco cedole il 18 maggio e record date il 19 maggio) e 0,30 per azione A partire dal giorno 20gennaio 2021(con stacco cedole il18gennaio e record date il 19 gennaio).

La possibilità di procedere alla distribuzione del dividendo in due momenti verrà mantenuta anche per gli esercizi futuri recependo la a tal fine nella dividend policy al fine di avere uno strumento di distribuzione del dividendo più duttile nel tempo.

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