Mediobanca, è boom del wealth management

Nel primo semestre 2020 l’utile netto della divisione segna un più 46%. CheBanca! ha incrementato di circa 30 persone la rete commerciale
09/02/2021 | Redazione Advisor

Il cda di Mediobanca ha approvato i conti relativi al primo semestre, chiusi al 31 dicembre (la banca d'affari ha l'anno fiscale sfalsato rispetto al calendario). L'utile di periodo si è attestato a 410,6 milioni di euro, in calo del 12,2% rispetto all'anno prima ma superiore alle attese degli analisti, che si aspettavano un risultato intorno a 355 milioni.


L’operatività del gruppo, si legge in un nota della banca, ha beneficiato dei costanti investimenti in capacità distributiva, specializzazione dell’offerta e tecnologia che hanno permesso, soprattutto durante il secondo lockdown, di tenere alta l’attività con la clientela, anche da remoto; il semestre si chiude con un flusso di nuovi risparmi in accelerazione, con l’attività di Investment Banking ai massimi degli ultimi an-ni e con un erogato verso le famiglie in ripresa nel segmento mutui e migliore delle aspettative, anche se ancora inferio-re al periodo pre-Covid, nel credito al consumo.

I primi sei mesi dell’esercizio registrano non solo l’andamento robusto di tutte le divisioni ma anche l’ulteriore rafforzamento dei già solidi indicatori di qualità dell’attivo, attuata attraverso una rigorosa politica di accantonamento, senza pregiudizio della redditività del Gruppo per la concomitanza di talune riprese di valore non ricorrenti. Il ROTE si attesta stabilmente al 10%, il cost/income al 45% I ricavi complessivi di Gruppo saldano a 1.300,8 milioni (1.325,2 milioni lo scorso anno) in sensibile miglioramento rispetto ai sei mesi prece-denti (1.187,8 milioni) con un contributo crescente nell’ultimo trimestre (674,8 milioni contro 626 milioni). Il calo ri-spetto allo scorso anno è attribuibile unicamente al minor apporto di Ass.Generali, dovuto a componenti non ricorrenti.

Tra i risultati divisionali si segnala l’ascesa del wealth management che vede un utile netto semestrale a più 46% rispetto allo stesso periodo del 2019, sostenuto da un crescente contributo dei ricavi ricorrenti. ROAC @ 21%. Ampia raccolta nell’Affluent & Private (2,3 mi-liardi di NNM) e iniziative di crescita esterna nel segmento dell’alternative (acquisizione di Bybrook da parte di Cairn Capital).

La divisione prosegue nel suo percorso di crescita tracciato dal piano cogliendo, nel difficile contesto della pandemia, le opportunità offerte dal modello di business specializzato. Le masse hanno raggiunto i 67 miliardi beneficiando del con-tinuo potenziamento della divisione Affluent (CheBanca!) e dell’offerta distintiva nel segmento Private in forte sinergia con il CIB. La crescita organica sarà supportata da una nuova iniziativa nel segmento alternative: ai primi di febbraio, la controllata Cairn Capital ha raggiunto un accordo per l’acquisizione di Bybrook.

Nel dettaglio le principali azioni di potenziamento:

CheBanca! ha incrementato di circa 30 persone la rete commerciale (gestori Affluent da 454 a 467 ed i consulenti fi-nanziari da 414 a 429), focalizzandosi su professionisti con un portafoglio clienti ampio, coerente con il diverso posi-zionamento della banca. La nuova campagna di immagine recentemente lanciata (“Alza la tua visione”) promuove un modello di consulenza basato su innovazione tecnologica, competenza, visione sostenibile e solidità del Gruppo Medio-banca. L’offerta di prodotti è stata ampliata attraverso tre nuovi accordi di distribuzione siglati con primari Asset Mana-ger ed il collocamento di prodotti delle fabbriche di Gruppo (oggi pari al 22% delle masse gestite).

MBPB ha reclutato due nuovi senior banker di profilo internazionale e sta proseguendo nel programma di diversifica-zione del portafoglio della propria clientela verso opportunità di investimento nell’economia reale (private markets, club deal, real estate) con orizzonte temporale di medio-lungo periodo, raggiugendo a dicembre 1,2 miliardi di masse gestite in prodotti illiquidi (di cui 0,4 miliardi negli ultimi sei mesi); CMB prosegue nel riposizionamento strategico verso clientela UHNWI attraverso il turnover di risorse di front office (12 negli ultimi sei mesi) ed una migliore specializza-zione dell’offerta.

Cairn Capital ha raggiunto un accordo di partnership con Bybrook, asset manager londinese specializzato nel mercato dei crediti deteriorati (con circa 2 miliardi di masse in gestione), con la finalità di creare un operatore leader nella ge-stione del credito alternativo, con circa 7 miliardi di masse gestite e un’offerta di prodotti più ampia e distintiva.

La raccolta netta del semestre nel segmento Affluent e Private è stata pari a 2,3 miliardi (1,3 miliardi nell’ultimo trimestre) di cui il 65% di masse gestite. L’asset management, invece, ha visto un deflusso di masse istituzionali a bassa marginalità per 0,6 miliardi per lo più riferiti al primo trimestre.

Nel dettaglio:

Affluent: NNM di 1,6 miliardi, raddoppiata rispetto allo scorso anno ed equamente distribuita nei due tri-mestri; l’apporto della rete proprietaria è leggermente superiore a quello dei consulenti finanziari (60% contro 40%). Nell’ultimo trimestre si assiste anche ad un miglioramento del mix, con la quota di AUM/AUA in aumento al 70% (ri-spetto al 40% nel primo trimestre), che porta CheBanca! a posizionarsi al secondo posto nel ranking degli asset gatherer italiani in termini di raccolta netta di AUM/AUA pro-capite. Nel semestre è stato completato il collocamento di due fondi Target Maturity di Mediobanca SGR (Mediobanca Diversified Credit Portfolio 2024 e Mediobanca Diversified Credit Portfolio 2026);

Private: NNM di 653 milioni prevalentemente riconducibile a AUM/AUA con un afflusso di depositi pressoché azzerato. Nel semestre, si segnalano il collocamento del fondo dedicato al distressed debt con una raccolta di oltre 120 milioni di dollari (terzo prodotto del programma Mediobanca Private Markets Funds) e due club deal nel real estate con una raccolta di circa 300 milioni per l’investimento in trophy asset a Milano (di cui uno nell’ultimo trime-stre);

Asset Management: a fronte di collocamenti di prodotti per 411 milioni (principalmente il nuovo CLO XII di Cairn per 330 milioni) si registrano outflow di clientela istituzionale (-1 miliardo relativo a mandati a bassa marginalità) riconducibili principalmente a Mediobanca SGR in linea con la strategia di riposizionamento sulla clientela private. RAM nel trimestre ha avviato il fondo multi-strategy Diversified Alpha, che coniuga le buone capacità AI della società con la liquidita tipica di un fondo UCITS.

Le attività gestite per conto della clientela (Total Financial Assets – TFA) ammontano a 66,6 miliardi in deciso aumento rispetto al 30 giugno scorso (63,6 miliardi) di cui il 45% (29,9 miliardi) è riconducibile all’Affluent, il 42% (27,7 miliardi) al Private e la parte restante (9 miliardi) all’Asset Management; alla crescita del semestre concorre un effetto mercato positivo per 1,4 miliardi. Le masse qualificate AUM/AUA (rappresentate dal risparmio gestito e amministrato, a maggior redditività) saldano a 42 miliardi (39,8 miliardi a giugno). I prodotti della divisone Asset Ma-nagement collocati all’interno del Gruppo saldano in 10,5 miliardi.

 

Intanto nel corso della conference call l'ad di Mediobanca Alberto Nagel ha affermato che si punta alla crescita anche sul segmento WM dove "Possiamo trovare un buon target di M&A nel wealth management. Dobbiamo essere vigili e abbiamo i mezzi per fare un'acquisizione ma non è l'unico modo per crescere e remunerare gli azionisti".

 

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