UBS, primo trimestre positivo malgrado il caso Archegos

Il ceo Hamers segnala una “crescita dei nostri attivi investiti nella gestione patrimoniale e nell’asset management”
27/04/2021 | Redazione Advisor

UBS archivia il primo trimestre con un utile netto di 1,8 miliardi di dollari. L’istituto svizzero accusa però una perdita di 734 milioni di dollari derivanti dalla vicenda Archegos, il family office di Bill Hwang la cui liquidazione è costata miliardi di dollari di perdite a molte banche mondiali come Nomura e Credit Suisse. UBS si è distinta nel primo trimestre per il conseguimento di un decisivo incremento dei ricavi e della redditività operativa, grazie al balzo in avanti del 63% della divisione di gestione patrimoniale.

Ralph Hamers, ceo di UBS, ha spiega che “nel primo trimestre del 2021 i nostri clienti hanno beneficiato della nostra vasta offerta in termini di capacità, della nostra presenza geografica e connettività. Hanno continuato a riporre la loro fiducia in noi e si sono rivolti a UBS in cerca di consulenza, soluzioni e leadership di pensiero in un contesto di mercato dinamico. Questo è stato evidenziato dai continui afflussi netti che hanno appoggiato la crescita dei nostri attivi investiti nella gestione patrimoniale e nell’asset management con oltre USD 100 miliardi portandoli a quota 4200 miliardi. Questo fattore, insieme alle condizioni di mercato favorevoli e al miglioramento del clima di investimento, ha contribuito ai risultati positivi del primo trimestre 2021. Nel complesso l’attività dei clienti ha toccato livelli record in tutte le aree operative determinando un aumento dei proventi operativi del 10%, dell’utile ante imposte del 14% e dell’utile netto attribuibile agli azionisti del 14% rispetto al primo trimestre 2020, che a sua volta era stato caratterizzato da risultati robusti. Tuttavia, i risultati del primo trimestre 2021 hanno anche subito l’impatto di una perdita a seguito dell’inadempienza di un solo cliente con sede negli Stati Uniti dell’attività di prime brokerage”.

“Evidentemente – prosegue il ceo - siamo tutti delusi e stiamo prendendo la questione molto sul serio. È in corso una revisione dettagliata dei nostri pertinenti processi di gestione del rischio e stanno per essere messe in atto una serie di misure volte a evitare il ripetersi di situazioni analoghe in futuro. Questo non ha mai ostacolato la nostra capacità di servire i nostri clienti. Malgrado ciò, siamo stati capaci di incrementare il nostro coefficiente patrimoniale CET1 al 14% e ottenere un rendimento del capitale CET1 del 18%. La nostra Investment Bank ha assorbito l’intera perdita. Ciò nonostante ha conseguito un rendimento del patrimonio attribuito del 13%, percentuale che avrebbe superato il 30% se non fosse stato per questo incidente. La nostra solidità finanziaria e la nostra capacità di affrontare qualsiasi situazione, unitamente al nostro posizionamento quale principale gestore patrimoniale globale al mondo, ci consentono di guardare al futuro con fiducia”.

“In un mondo in continua evoluzione – conclude Hamers - anche noi dobbiamo continuare a migliorarci e ad adeguarci. È per questo che sono orgoglioso di presentare oggi la nostra nuova strategia. Tutto ha inizio dalla nostra purpose, la nostra ragione d’essere: Reimagining the power of investing. Connecting people for a better world. La nostra purpose e la nostra strategia, supportati da una nuova definizione della nostra visione, dalla nostra promessa ai clienti e da cinque imperativi strategici, illustrano le iniziative che stiamo varando per liberare appieno il potenziale di UBS e trasformarci in un’azienda più focalizzata sul cliente, più agile e più digitale. Un’azienda che mette al centro di ogni cosa la sostenibilità e una client experience personalizzata, pertinente, tempestiva e agevole”.

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