Credem, boom dell’utile netto nel primo trimestre

E’ salito a 62 milioni, un aumento del 52,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente
07/05/2021 | Redazione Advisor

Il consiglio di amministrazione di Credem ha dato il via libera alla prima trimestrale dell’anno. Crescita considerevole dell’utile netto consolidato che, nei primi tre mesi del 2021, è di 62 milioni, un aumento del 52,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Come riporta la nota della banca, il margine di intermediazione si attesta a 335,7 milioni (+12,5%) con le commissioni nette a 154,7 milioni (+7,4%). Aumentano anche i costi operativi: 194,6 milioni (+5,7%). Il cost/income è in calo al 58% rispetto al 61,7% della fine del primo trimestre 2020, mentre gli accantonamenti per rischi ed oneri sono 0,5 milioni rispetto a 2,8 milioni. Le rettifiche nette di valore su crediti si attestano a 3,7 milioni, in calo del 77%. I prestiti alla clientela hanno raggiunto i 29,6 miliardi di euro in progresso del 13,2% rispetto al primo trimestre del 2020 (+3,5 miliardi di euro in valore assoluto) e la raccolta complessiva da clientela è cresciuta del 20,5% a 81,6 miliardi di euro. Il rapporto tra impieghi problematici lordi ed impieghi lordi (Gross Npl ratio) si è ridotto al 2,8% e il costo del credito è pari a 5 punti base. Sul fronte patrimoniale, infine, il Cet1 ratio del gruppo bancario è stabile a 15,6% rispetto a fine 2020.

Nazzareno Gregori, direttore generale di Credemcrede che “il momento che stiamo vivendo richieda azioni più che mai concrete che esprimano vicinanza alle reali esigenze di famiglie ed imprese ed è su questo che stiamo focalizzando la nostra attività. Anche i risultati dei primi mesi dell'anno evidenziano come il gruppo stia contribuendo, con una significativa crescita dei prestiti personali, del credito al consumo e dei finanziamenti alle imprese, a sostenere i consumi e gli investimenti nel Paese. Sarà inoltre fondamentale, grazie alle competenze dei consulenti del gruppo, continuare ad affiancare i clienti in una sana e virtuosa gestione dei propri risparmi in uno scenario di tassi negativi, anche verso investimenti a supporto dell'economia reale per favorire la ripresa economica e lo sviluppo di politiche di crescita più sostenibili”.

“In un tale contesto – conclude Gregori - crediamo fortemente nel valore della tecnologia e dell’innovazione, sulle quali abbiamo molto puntato in passato e su cui continueremo ad investire, affiancate dalla componente umana del rapporto con i clienti, aspetto che è stato particolarmente determinante negli ultimi mesi e svilupperemo con forza, con assunzioni e formazione continua”.

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