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21/06/2021

Private banking sempre più resiliente: crescita del 5% nel 2021

di Redazione AdvisorPrivate

Highlights
  • Antonella Massari (AIPB): “Il settore serve quasi un terzo della ricchezza investibile complessiva in Italia, sottraendola agli strumenti di deposito, in un contesto dove il numero di famiglie che hanno il100% dei propri risparmi in liquidità tende a diminuire”
La News

AIPB, Associazione Italiana Private Banking, presenta i dati sui flussi di ricchezza finanziaria investita delle famiglie private e le prospettive per fine 2021. Il private banking nel 2020 conferma il ruolo di leadership nell’industria degli investimenti, non solo sotto il profilo dei flussi, che superano le attese stimate per il triennio (2018- 2020), ma anche grazie alla creazione di valore: la ricchezza investita dei clienti serviti dal PB registra una crescita a velocità doppia rispetto alle altre famiglie benestanti non servite. Centrale, inoltre, la capacità di trasformare i risparmi in investimenti, favorendo l’allocazione della liquidità in strumenti diversi dal deposito. Il 2021 previsto in ulteriore crescita del +5%. 

“I dati raccolti confermano il ruolo sempre più strategico nel sistema Paese dell’industria del private banking e la nostra capacità di trasformare la liquidità in investimenti, di attutire gli effetti dell’emotività sui mercati durante le fasi di incertezza e di accelerare la crescita dei portafogli, sapendo intercettare al meglio le esigenze delle famiglie servite” - ha commentato Paolo Langé, presidente AIPB – “L’industria ha saputo fornire risposte immediate e dare valore, facendo crescere la ricchezza finanziaria dei propri clienti a una velocità doppia. Il mercato continua a mantenere un trend di sviluppo positivo anche oltre le nostre previsioni”.

“La pandemia non ha intaccato la propensione delle famiglie Private a investire e gli operatori le hanno sapute accompagnare al meglio in questa difficile fase” - ha aggiunto Antonella Massari, segretario generale di AIPB - “Il 2020 è stato un anno importante per l’industria italiana del private banking che si conferma leader rispetto agli altri canali distributivi per la gestione di ricchezza investita in prodotti finanziari diversi dalla liquidità. Oggi serve quasi un terzo della ricchezza investibile complessiva in Italia, sottraendola agli strumenti di deposito, in un contesto dove il numero di famiglie che hanno il 100% dei propri risparmi in liquidità tende a diminuire, ma resta intorno al 46%”.

La crescita costante del Private Banking in Italia. Stime 2021 e chiusura 2020

Anche nell’anno della pandemia il Private Banking ha registato una crescita positiva del +5,1% recuperando velocemente il profondo effetto mercato negativo generato dalle prime fasi della crisi. La nuova raccolta netta è rimasta positiva in tutti i trimestri dell’anno (totale annuo 4,1%) raggiungendo un massimo storico di circa 36 miliardi di euro e masse attestate a 932 miliardi, al 31 dicembre 2020. La previsione per il 2021, in base all’attuale scenario economico finanziario, stima un’ulteriore crescita del 5% per il settore, che potrebbe raggiungere i 978 miliardi di masse in gestione entro fine anno. L’andamento effettivo del mercato ha addirittura superato le attese: la previsione fatta nel 2018 (basata su uno scenario economico finanziario che non poteva certo prevedere gli eventi eccezionali dell’ultimo biennio) stimava che il PB sarebbe arrivato a 893 miliardi di euro entro la fine del 2020. Il settore ha, invece, consolidato una crescita superiore alle previsioni, raggiungendo 932 miliardi di euro a fine 2020.

La capacità dell’industria di intercettare le esigenze: più servizio e valore, meno liquidità nei portafogli

La quota di ricchezza delle famiglie benestanti (famiglie italiane con ricchezza finanziaria investibile superiore a 500mila euro) servita dal private banking è cresciuta costantemente arrivando nel 2020 al 63% (si attestava intorno al 60% tra il 2016 e il 2018), segno che l’Industria ha saputo intercettare sempre meglio le esigenze della sua clientela target. Negli ultimi 5 anni, il valore della ricchezza finanziaria affidata dalle famiglie benestanti al Private Banking ha mostrato un tasso di crescita medio annuo del 4,4%, pari al doppio del tasso di crescita delle famiglie che non si sono rivolte agli operatori Private per la gestione dei propri investimenti (2,0%).

Il Private Banking ha favorito l’allocazione del risparmio in investimenti finanziari diversi dai depositi per 28 miliardi (il 77,7% del totale della nuova raccolta), mentre il risparmio delle altre famiglie è affluito soprattutto in liquidità, solo 1 miliardo (l’1,5%) è stato trasformato in investimenti dagli operatori non Private (Banche e Reti non private, Poste e Agenti).

I nuovi flussi delle famiglie servite dal Private Banking sono stati velocemente indirizzati su tutti i vari comparti d’investimento.

· Sul fronte dei prodotti di risparmio gestito gli operatori del PB si sono dimostrati efficaci nell’adeguare le proposte di investimento al mutare delle condizioni dei mercati, chiudendo l’anno con volumi di raccolta netta positivi a differenza degli altri operatori (+7 mld vs -3 mld).
· Anche sulla raccolta amministrata il PB presenta volumi positivi di raccolta netta (+8 mld), in particolare in strumenti azionari, ma anche in titoli di Stato. Gli altri canali, invece, hanno registrato una raccolta netta degli strumenti amministrati ampiamente negativa (-14 mld).
· L’interesse per gli investimenti in prodotti assicurativi è rimasto più alto per tutti gli operatori, confermando la preferenza per questa componente di portafoglio durante le fasi di incertezza perché visti come meno rischiosi e come forma di tutela per la ricchezza.
· Analizzando la parte della ricchezza finanziaria delle famiglie investita (in titoli, fondi, gestito e assicurativo; esclusa quindi la liquidità) emerge ancora più chiaramente come il 2020 abbia rappresentato un anno di svolta per il Private Banking:
su questa parte di ricchezza, che ammonta a 1.880 mld, per la prima volta il canale Private risulta leader tra gli altri distributori superando Banche e Reti non private (il PB gestisce il 42% degli asset; 41% Banche e Reti non Private; 17% Poste e agenti). Ciò significa che grazie alla rapida trasformazione della nuova raccolta in investimenti oggi il Private Banking gestisce il pool più rilevante di ricchezza investita (790 vs 781 mld di euro).

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