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27/06/2022

Andrea Ragaini: “AIPB ha almeno tre ruoli importanti”

Highlights
  • Il neo presidente dell’associazione spiega che le famiglie del private banking “sono il 2,6% di quelle italiane, ma sono titolari della fetta di risparmio che maggiormente può essere indirizzata a sostegno dell'economia reale”
La News

“Credo possa avere almeno tre ruoli importanti. II primo è un ruolo sociale, la protezione del risparmio, una risorsa chiave del Paese. II secondo è un ruolo economico, visto che il private banking rappresenta circa il 36% del risparmio delle famiglie italiane, pari a 1.039 miliardi di euro, una massa che se ben indirizzata può contribuire allo sviluppo economico del Paese. Infine, c'è un ruolo istituzionale, perché essendo una risorsa da tutelare, lo dice la Costituzione, il risparmio ha bisogno di elementi che possano supportarne la crescita nel medio e lungo periodo”. Lo spiega Andrea Ragaini, 56 anni, vice direttore generale vicario di Banca Generali, è presidente dell'Aipb, in un’intervista al Corriere della Sera.

E sul perché ha deciso di assumere la presidenza dell’associazione dice: “Mi sento parte del settore del private banking. L'Aipb compie 18 anni e in questo periodo ha contribuito fattivamente a creare l'industria del risparmio. Oggi all'Aipb afferisce il 36% del risparmio degli italiani. Per cui, ho accettato perché mi sento parte di una industria e credo che Aipb possa avere un ruolo nello sviluppo e nella tutela del risparmio degli Italiani”.

Siete però un mercato dl pochi. Ricchi ma pochi. “E vero. II private banking parte da 500 mila euro di ricchezza finanziaria disponibile. A cui se si sommano le altre attività vediamo che il patrimonio medio disponibile delle famiglie del private banking è di circa 1,9 milioni di euro. Queste famiglie sono il 2,6% delle famiglie italiane, ma è titolare della fetta di risparmio che maggiormente può essere indirizzata a sostegno dell'economia reale”.

Stiamo alle regole. Cosa significa nello specifico? “In primis, oggi esistono forme di tassazione del risparmio uguali indipendentemente dalla durata dell'investimento. Comperare oggi un titolo in Borsa e rivenderlo domani è operazione tassata sul guadagni al 26 per cento. La stessa percentuale si applica se quel titolo comperato oggi lo rivendo fra venti anni. Eppure gli obiettivi delle due operazioni sono palesemente diversi. Un secondo elemento è legato al mondo delle gestioni patrimoniali, che operano, per dirla all'anglosassone, in un campo di gioco che non è livellato, perché sulle commissioni che vengono applicate trimestralmente viene applicata l'Iva al 22 per cento. C'è poi un tema relativo alla leva fiscale, perché se vogliamo far sì che il risparmio privato confluisca verso l'economia reale dobbiamo trovare il modo di agevolare questo tipo di investimento, come è stato fatto con i Pir, che sono un primo passo importantissimo e che hanno rivisto l'applicazione dell'aliquota sui capital gain per investimenti mantenuti oltre i cinque anni”.

Come vi ponete con gli altri attori nel settore? “Assogestioni è il fornitore di prodotti. Assoreti lavora nel campo della consulenza finanziaria con uno span che è completo, ma opera solo nel segmento delle banche reti. Le istanze comuni ci sono e vogliamo portarle avanti. Siamo convinti di poter giocare un ruolo da pivot in questo contesto, proprio perché conosciamo come nessun altro il cliente private”.

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