“OCF ha bisogno di soci compatti”. Parla Di Ciommo

“Mi auguro che il futuro presidente dell’Organismo possa contare sulla fiducia e sulla volontà di collaborazione di tutti i soci. Se l’OCF diventa terreno di lotta e non di condivisione si rischia…”
10/09/2019 | Francesco D'Arco

Il prossimo 17 settembre Anasf sarà chiamata a ratificare, di fronte agli altri soci dell’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei Consulenti Finanziari (Ocf), il nome del candidato alla presidenza. E, secondo quanto risulta ad Advisoronline.it, non ci sono cambi di rotta da parte dell’associazione presieduta da Maurizio Bufi che confermerà l’intenzione di affidare la guida dell’OCF per il prossimo triennio al professore e avvocato Francesco Di Ciommo (nella foto).

 

Avvocato cassazionista titolare dello studio legale “Di Ciommo & Partners”, già docente presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e presso la “Scuola di Polizia Economico Finanziaria” della Guardia di Finanza, Di Ciommo è attualmente Professore Ordinario di “Diritto Privato” presso la “LUISS Guido Carli” oltre ad essere titolare di abilitazione scientifica a Professore Ordinario anche nel settore scientifico “Diritto dell’economia e dei mercati bancari e finanziari”. Non solo. Da luglio 2018 è arbitro ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ed è iscritto all’Albo degli Arbitri della Camera Arbitrale dell’Autorità. Insomma un professionista con un biglietto da visita degno di nota che, però, non sembra aver soddisfatto tutti i soci. 

 

“Sapere che Anasf è pronta a confermare la mia candidatura mi onora” ha subito dichiarato ad Advisoronline il professore e avvocato Di Ciommo che evita ogni possibile polemica e chiarisce la sua posizione: “La proposta di Anasf è una sfida professionale che sono pronto a interpretare nel modo migliore, qualora anche gli altri soci di OCF dovessero ritenere che io sia la persona giusta per interpretare il ruolo di presidente dell’Organismo”, chiosa Di Ciommo che assicura di essere “pronto a mettere a disposizione tutta la mia professionalità e il mio entusiasmo al servizio di un organismo che ha assunto in questi anni un ruolo sempre più importante per un mercato, come quello dei consulenti finanziari, che rivela la sua centralità soprattutto in questo momento storico”.

 

Ritiene quindi che sia utile per l’Organismo avere una presidenza in grado di garantire una discontinuità rispetto al passato?
Su questo punto, a mio avviso, c’è stata molta confusione. Quando Anasf mi ha chiesto la disponibilità non ha parlato di discontinuità ma di continuità nel rinnovamento. Ho una profonda stima per la professoressa Carla Rabitti Bedogni e non credo che OCF abbia bisogno di cambiare rotta, ma di proseguire lungo un percorso già delineato individuando ulteriori modalità per valorizzare un Organismo che non può - e non deve - essere associato ad una persona fisica. Per questo credo che, in generale, un terzo mandato non sia un segnale efficace. Personalmente, la mia idea è quella di r lavorare con la professoressa Rabitti Bedogni. Se, infatti, vi fosse la possibilità di affidare, all’interno di OCF, un incarico preciso a Carla Rabitti Bedogni, magari quello di presidente onorario, penso che potremmo, insieme, aiutare l’Organismo ad evolvere e a rinnovarsi. 

 

Quindi la sua idea è lavorare per valorizzare ulteriormente il ruolo di “organismo di vigilanza” di OCF?
La mia è una candidatura di servizio. Sono disponibile a impegnarmi per il bene dell’Organismo e del mercato della consulenza finanziaria. Un risultato che potrei ottenere solo con la fiducia di tutti i soci. OCF deve poter contare su un presidente e su soci compatti. Se ci fossero perplessità sulla mia candidatura, come su qualunque altro candidato presidente, sarebbe difficile poter lavorare bene. Se l’Organismo diventa terreno di lotta e non di condivisione si rischia di non offrire il giusto servizio ai consulenti, agli investitori e al mercato.

 

Vuole mandare un messaggio alle associazioni che hanno manifestato perplessità sulla sua candidatura?
No. Non entro nelle dinamiche associative. Ripeto: sono disponibile a svolgere un ruolo di servizio. Ora la scelta di chi sarà il futuro presidente di OCF passa da un accordo tra i soci. Mi auguro che il futuro presidente, chiunque esso/essa sia, possa contare sulla fiducia e sulla volontà di collaborazione di tutti i soci dell’Organismo.

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