‘Fare Presto!’ attacca Enasarco: “Ai CF solo un’elemosina”

Scontro sull'anticipo del Firr. Per i consiglieri della lista si tratta “di una battaglia ‘di normalità che conduciamo da oltre un anno, ma che il cda ha insozzato”
11/06/2020 | Redazione Advisor

Non si placa lo scontro in Enasarco. La lista “Fare Presto!”, candidata alla guida della fondazione nella prossima tornata elettorale e guidata dai consiglieri di amministrazione Luca Gaburro (Federagenti), Antonino Marcianò (Fiarc), Alfonsino Mei (Anasf), Davide Ricci (Federagenti), Gianni Guido Triolo (Confesercenti), attacca su tutta la linea le deliberazioni assunte dal cda straordinario dell’ente del 9 e 10 giugno.
 

"Nel cda – spiegano i consiglieri di ‘Fare Presto!’- abbiamo, coerentemente, votato contro le delibere di questo consiglio, illegittimo e 'in prorogatio' (come detto a più riprese dai vigilanti Ministeri di Lavoro ed Economia); un consiglio sostenuto da alcune sigle che agli iscritti avevano promesso il Paradiso e che invece lasciano all'Inferno chi sta soffrendo per i gravi danni economici e sociali legati all'emergenza Covid-19; un consiglio sottoposto alla sconsiderata volontà di una maggioranza di 10 consiglieri su 15, che a colpi di delibere si è incatenata alla propria poltrona, rinviando ‘a data da destinarsi’ non solo le elezioni, ma anche le esigenze di agenti di commercio e consulenti finanziari. L'ultimo atto si è consumato con la deliberazione sull'anticipo del Firr, una battaglia ‘di normalità’ (sono soldi già di proprietà degli iscritti, come non ci stancheremo mai di dire) che noi di ‘Fare Presto!’ conduciamo da oltre un anno, ma che il Consiglio ha insozzato riducendola a una mera mancetta elettorale. Secondo quanto votato da questi signori, infatti, chi lo vorrà potrà richiedere solo il 10% del proprio Trattamento di Fine Rapporto; nei comunicati stampa dell’Ente si fa riferimento ad ulteriori due anticipi, dello stesso importo, erogabili in un futuro che alcuni dei nostri iscritti non hanno. Se già l’erogazione del 30% sarebbe parsa ben poca cosa, questa votazione purtroppo conferma che Enasarco non ha soldi per gli iscritti (nemmeno quando si parla di soldi “degli” iscritti) perché anche in questi quattro anni all’amministrazione è mancato un piano serio, strutturato e trasparente”.

“Per giunta - proseguono - l'erogazione di quest’elemosina non verrà nemmeno concessa oggi o domani, ma solo quando uno specifico software di gestione verrà realizzato. La maggioranza di questo cda, evidentemente, non si è accorta che Agenti e Consulenti attendono un aiuto (concreto) da marzo, ovvero dall'inizio dell'emergenza Covid-19, che costoro hanno strumentalmente utilizzato per rinviare le elezioni online, in spregio alla democrazia e alle esigenze degli iscritti: quegli iscritti che in troppi casi hanno visto compromesso il futuro loro e dei loro familiari. Iscritti che in circostanze, purtroppo non sporadiche, hanno pure perso il lavoro, senza che si muovesse un dito per aiutarli. Una maggioranza che ha consumato l'ennesimo atto di una gestione totalmente distante dalle reali necessità degli Agenti di Commercio e che vive in un mondo surreale, che con questi provvedimenti ha dimostrato nuovamente di non avere nulla a che fare con gli Agenti che invece devono lavorare ancora più duramente per portare a casa le provvigioni. Noi di ‘Fare Presto!’ ribadiamo grande disappunto per le decisioni assunte da chi, nelle settimane di emergenza, non ha fatto nulla per la nostra categoria e che ora spaccia due caramelle per un sontuoso banchetto, trasformando, con dei provvedimenti inutili e rischiosi, le settimane di emergenza in futuri anni di sofferenza”.

I consiglieri di ‘Fare Presto!’ esprimono inoltre “particolare preoccupazione quanto occorso, in cda, laddove il presidente della Fondazione, solo perché da noi incalzato, ha ammesso la veridicità di quanto letto su alcuni organi di stampa nei giorni addietro, circa i fari accessi dalla Corte dei Conti sulla gestione di questa governance, per acquisire atti relativi al rinvio delle elezioni online. E’ grave, ma purtroppo non sorprende, che non si sia ritenuto di inserire tale episodio come discussione all’ordine del giorno”.

“Per il buon nome dell’ente e degli iscritti che Enasarco rappresenta – concludono - noi prendiamo nettamente le distanze da questo tipo di gestione, invocando, ancora una volta legalità, trasparenza, competenze, rispetto delle regole e della democrazia".

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