Luigi Conte ad Advisor: “Le nostre proposte per leggi a misura di CF”

Il presidente di Anasf ricorda l’importanza della 'Legge Sim', di cui quest’anno ricorre il trentennale, e per il futuro spiega che l’associazione è impegnata a dare “il contributo alla realizzazione di una normativa che sia al passo con l’evoluzione della professione e del mercato”
25/01/2021 | Daniele Riosa

La Legge Sim compie 30 anni. La norma sulla ‘disciplina dell’attività di intermediazione mobiliare e disposizioni sull’organizzazione dei mercati mobiliari’ può essere considerata uno spartiacque per il settore finanziario italiano. Per ricordare il trentennale advisoronlie.it ha intervistato il presidente di Anasf Luigi Conte che, guardando al futuro, auspica “la parità delle regole del gioco per tutti i settori considerando la sempre più forte interrelazione tra settore finanziario, bancario e assicurativo, affinché operatori e investitori vengano tutelati su tutti i fronti”.

Quale impatto ha avuto la Legge SIM sui CF e perché è stata importante?
“La Legge Sim n.1/91 ha avuto un impatto decisivo sull’intera disciplina di intermediazione finanziaria e sull’organizzazione dei mercati. L’importanza di questa norma per noi è legata al riconoscimento del valore dei consulenti finanziari (al tempo promotori) tramite l’istituzione di un Albo unico nazionale dei promotori di servizi finanziari presso la Consob, oltre al fatto che la Legge n.1/91 ha definito precisi obblighi di comportamento, che tutti gli attori dell’industria del risparmio furono chiamati a onorare, per favorire la tutela dei risparmiatori. La storia dell’Albo risale però al 1977 quando alcuni consulenti finanziari, tra i pionieri di questa professione, sentirono il bisogno di unirsi e creare un’Associazione che rappresentasse tutta la categoria. Nacque così Anasf (Associazione Nazionale Agenti Servizi Finanziari) con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento dell’attività e di garantire la tutela dei risparmiatori, attraverso appunto la costituzione di un Albo di categoria. Questo importante obiettivo fu raggiunto grazie alla lungimiranza di Anasf che mise in atto due azioni fondamentali: nel 1981 creò il primo Codice di comportamento per i professionisti del settore e nel 1988, a seguito della crisi dei mercati avvenuta l’anno precedente, che ingiustamente identificò i consulenti finanziari come gli unici responsabili delle perdite subite dai risparmiatori, istituì l’Albo privato di autodisciplina dei promotori finanziari, a cui si iscrisse il 50% degli operatori del tempo. Consob, fondata nel 1974, fu tra le prime a sostenere l’esigenza di regolamentazione proposta da reti e CF e occorsero quatto anni (siamo al 1991) prima che il lavoro svolto dall’Associazione riuscisse a entrare nelle porte del Parlamento con l’articolo 5 della Legge sulla SIM che sanciva la nascita dell’Albo, fortemente voluto da Anasf e gestito dalla Consob”.

Servirebbero ulteriori interventi legislativi per facilitare la professione del futuro?
“La normativa dei mercati finanziari si è evoluta nel tempo a ritmi incalzanti. La legge 1/91, che si componeva di pochi articoli, è rimasta infatti in auge per sette anni, sostituita nel ‘98 dal TUF, il Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, cui sono seguite le direttive MiFID I e II nel 2004 e nel 2014 che hanno modificato profondamente la disciplina dei mercati finanziari e valorizzato la prestazione del servizio di consulenza. Come associazione abbiamo perseguito negli anni, e continueremo a farlo, quali obiettivi primari l’attenzione verso la tutela della categoria, la protezione dei risparmiatori, oltre che il miglioramento dei servizi prestati alla clientela, in particolare il servizio di consulenza. Oggi siamo molto attivi nelle consultazioni indette dalle autorità nazionali ed europee sui temi di maggior interesse, quali ad esempio lo sviluppo di prodotti innovativi volti a favorire la crescita dell’economia reale, la finanza sostenibile e la digitalizzazione dei servizi, per dare il nostro contributo alla realizzazione di una normativa che sia al passo con l’evoluzione della professione e del mercato e che sia veramente rispondente alle esigenze del CF, come anche molto attenti ai temi del ricambio generazionale della categoria. Soprattutto auspichiamo la parità delle regole del gioco per tutti i settori considerando la sempre più forte interrelazione tra settore finanziario, bancario e assicurativo, affinché operatori e investitori vengano tutelati su tutti i fronti. Sono certo di poter dire che i padri fondatori di Anasf sarebbero orgogliosi di vedere come l’associazione si è battuta negli anni per difendere la professione, rimanendo al fianco dei colleghi soci e della categoria tutta, e come continuerà a farlo”.

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