Anasf - Confesercenti, i dissidenti temono per il futuro dell'associazione

"Una decisione così delicata deve essere sottoposta immediatamente agli Associati, per aprire un dibattito, visto che ha ad oggetto un’adesione che stravolge la missione stessa dell’Anasf" scrivono i 7 consiglieri.
27/07/2021 | Francesco D'Arco

Dopo il botta e risposta tra i 7 consiglieri, firmatari del documento del 19 luglio 2021 contro l’adesione a Confesercenti (articolo Anasf si spacca intorno a Confesercenti), e gli Organi di Anasf, che avevano subito inviato un comunicato stampa per chiarire i dettagli della delibera messa in discussione (articolo Anasf - Confesercenti: la contestazione è infondata), riceviamo e pubblichiamo una nuova nota stampa firmata dai 7 consiglieri Jonathan Figoli, Luca Ghidini, Giuseppe Giannetto, Felice Graziani, Francesco Ragone, Giuliana Rapetta, Elisabetta Trombatore che ribadiscono la loro posizione, vale a dire che “l’adesione a Confesercenti è in violazione dell’art. 2 dello Statuto Anasf, vista l’assoluta irriducibilità di fini tra le due Associazioni: l’adesione a Confesercenti implica, in base ad espressa previsione di statuto di quest’ultima, l’accettazione degli scopi sociali della stessa, il che risolve la questione in modo non equivoco nel senso da noi espresso” si legge nel comunicato all’interno del quale si sottolinea che “Il Presidente dell’Anasf, argomentando in modo ardito, afferma che la genesi dell’accordo “è stata discussa dagli Organi di  Anasf da alcuni mesi”. Non è così, la bozza di intesa è stata portata per la prima volta il 24 giugno in Consiglio Nazionale, in modo tra l’altro non lineare, visto che rientrava nel punto 6 all’Ordine del Giorno “aggiornamenti su Enasarco ed eventuali delibere”, con cui l’adesione a Confesercenti non c’entra proprio nulla. Appena 22 giorni dopo, il 16.07.21, è stata posta in approvazione” spiegano nel comunicato i 7 consiglieri Anasf. 

 

“Il Presidente Conte” si legge ancora “contesta inoltre ad alcuni dei sottoscrittori del documento di aver disatteso “regole di riservatezza”, ”divulgando peraltro il loro pensiero senza che ancora il Protocollo, in fase di sigla, sia stato reso pubblico dalle parti”. La contestazione è da respingere in modo assoluto: una decisione così delicata  -e secondo noi non conforme a Statuto - non poteva non essere sottoposta immediatamente agli Associati Anasf, a partire dai Dirigenti Territoriali, per aprire un dibattito, visto che essa ha ad oggetto un’adesione che a nostro avviso stravolge la missione stessa dell’Anasf. Luigi Conte la pensa diversamente, ed ha tutto il diritto al riguardo, ma esigiamo il rispetto per tutti coloro che non la pensano come lui” conclude il comunicato.

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