Enasarco, la nomina di Mei non placa lo scontro interno

Sette consiglieri Anasf chiedono di sospendere l’adesione dell’associazione a Confesercenti del luglio 2021. Giovedì la pronuncia di un giudice ordinario di Milano
26/01/2022 | Redazione Advisor

La nomina di Alfonsino Mei alla presidenza di Enasarco non placa gli animi all’interno della fondazione. Secondo quanto scrive La Repubblica, con un articolo a firma di Andrea Greco, le divergenze rischiano di riaccendersi sotto una miccia proprio dentro Anasf, dov’è in corso una battaglia sui principi associativi che potrebbe creare uno scisma nella rappresentanza dei 12.300 consulenti finanziari “fuori sede” italiani.

Domani un giudice ordinario, a Milano, dovrà pronunciarsi sulla citazione che viene da un fronte avverso, e chiede di applicare il provvedimento di sospensiva e dichiarare nullo il protocollo d’intesa siglato nel luglio 2021 da Anasf per consentire ai suoi 12.300 consulenti finanziari “fuori sede” di iscriversi ai servizi di Confesercenti.

Questione di principio, che potrebbe minare l’autonomia statutaria e operativa dei consulenti finanziari, conquistate attraverso un’emancipazione lunga 25 anni che ha condotto dalla vecchia figura del promotore finanziario a un inquadramento sempre più indipendente e prossimamente “olistico”, come richiedono i principi ripresi dalla prassi italiana e sostenuti anche dall’ultima direttiva europea Mifid II del 2018. Ma dietro i principi c’è anche questione di potere: anche perché dei 14 “attori” sette siedono nel consiglio nazionale di Anasf, organo che quindi ha ormai quasi un terzo dei membri contrari alla gestione del presidente Luigi Conte.

La Repubblica continua rivelando che, le 30 pagine della citazione, depositata al foro milanese e firmata dal legale di parte Francesco Bochicchio, entrano poco nel merito della contesa di potere, limitandosi a far notare che, “per inciso, la questione dell’adesione di Anasf a Confesercenti, deliberata il 16 luglio 2021 con voto contrario di sei consiglieri, nel consiglio del 24 giugno era stata prospettata in modo assolutamente non conferente, collegandola agli aggiornamenti sulla nomina del consiglio e del presidente di Enasarco, in cui uno dei candidati è esponente Anasf”.

L’atto contro i vertici Anasf ricorda come, gìà nel 2019, la Cassazione avesse riconosciuto, ai consulenti finanziari, “profili ben ulteriori rispetto a quelli di un agente di commercio”, tra cui “diritti all’immagine e alla professionalità” ben più ampi rispetto ai secondi. Una posizione appoggiata tra gli altri dalla Consob e dal ministero del lavoro. Tante pronunce e tanto alti principi, tuttavia, rischiano di venire accantonati dalla scelta del vertice Anasf di associarsi a Confesercenti, che per statuto rappresenta imprese e lavoratori “con particolare riferimento al settore del commercio, del turismo e dei servizi”, elencando una lunga serie di professioni tipiche dei negozianti italiani. 

“Che condivisione di finalità e di lotte e iniziative sociali e istituzionali può avere siffatta rappresentanza con l’associazione che rappresenta la consulenza avanzata e sofisticata in materia finanziaria?”, si chiede l’avvocato Bochicchio, che ricorda come l’attività prevista dallo statuto Anasf riguardi “esclusivamente, la finanza”. Peraltro, vi può essere lo spettro dell’esercizio del diritto di recesso ai dissidenti, in caso di adesione a Confesercenti. Quello che è certo è che in gioco la “violazione del diritto costituzionale di libertà associativa”.

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