Consulenti: un errore togliere l'aggettivo "indipendente"

La proposta dell'Anasf non piace all'associazione delle società di consulenza: "Va contro i principi della MiFID2. Se venisse accolta dal Legislatore, ci ritroveremmo in una situazione paradossale"
18/11/2015 | Massimo Morici

È in corso in questi giorni la discussione nella VI Commissione della Camera sul Progetto di Legge “Norme per la riorganizzazione dell'attività di consulenza finanziaria” già approvato dal Senato e trasmesso il 15 ottobre scorso.

Da notizie apparse sulla stampa si è appreso dell’intenzione da parte di Anasf di proporre un emendamento al testo di legge finalizzato a modificare la definizione dei consulenti finanziari indipendenti, per i quali è prevista una specifica sezione del futuro Albo dei Consulenti Finanziari.

La proposta di Anasf intende eliminare l’aggettivo “indipendente” sulla base di un’interpretazione della nuova Direttiva Mifid2 che, com’è noto, introduce la declinazione del servizio di consulenza fornita su base indipendente che potrà essere prestata da tutte le imprese di investimento.

È opportuno richiamare che, nel documento Technical Advice di Esma del dicembre 2014, redatto su richiesta della Commissione Europea e che costituisce la base per la Direttiva di implementazione di Mifid2, è tuttavia previsto che i soggetti che forniscono la consulenza finanziaria sia su base indipendente che non indipendente non potranno definirsi “indipendenti”.

Ne consegue che, secondo Esma, il termine “indipendente”, potrà essere utilizzato pubblicamente solo dai soggetti che svolgono solo la consulenza su base indipendente. I consulenti finanziari e le società di consulenza finanziaria, oggi disciplinati dall’art. 18bis e 18ter del Tuf, si trovano appunto in questa specifica situazione e, tenuto conto anche dei requisiti di indipendenza previsti dai Decreti Ministeriali del 2008 e 2012 che disciplinavano le condizioni per l’accesso all’Albo, potranno prestare la consulenza finanziaria solo su base indipendente.

Nel caso non auspicabile in cui venisse accolta dal Legislatore l’istanza avanzata da Anasf, ci troveremmo, con il recepimento della Mifid2 nel nostro ordinamento, in una situazione paradossale: mentre la Direttiva introduce la novità della consulenza su base indipendente, nessuno potrebbe definirsi “indipendente”; agli intermediari che svolgono, come previsto, anche la consulenza su base non indipendente sarebbe impedito dalla Mifid2, mentre ai consulenti e alle società di consulenza finanziaria sarebbe impedito dalla definizione dell’Albo.

È una situazione paradossale che dovrebbe essere evitata approvando il testo del Progetto di Legge al quale già il Senato ha dato via libera ricevendo accoglienza favorevole da parte di tutte le componenti dell’industria finanziaria e degli intermediari.

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