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11/04/2016

PEPPs, favorevoli e contrari

di Marcella Persola

Highlights
  • L'armonizzazione non è una strada facile
  • L'opzione di riferimento dei PEPPs potrebbe essere venduta via internet
La News

Un'ammissione di responsabilità e una promessa. In questi termini si è conclusa la plenaria di chiusura della settimana edizione de Il Salone del Risparmio 2016. Il vice ministro dell’Economia e delle Finanze Enrico Zanetti ha infatti ammesso che l’innalzamento dell’aliquota fiscale dal 12,5 al 20% sui fondi pensione attuato dal Governo “non è da annoverare tra una delle 150 migliori cose fatte dal Governo” ma ha anche lanciato un messaggio positivo sui PEPPs (prodotti pensionistici individuali paneuropei) sottolineando che il Governo Italiano farà la sua parte nella semplificazione delle regole per l’introduzione del 29° regime pensionistico a livello europeo.

 

Per Zanetti il nuovo sistema non dovrà andare a sovrascrivere le regole nazionali, ma l’idea comune in Europa è che ci sia una standardizzazione del sistema. Idea confermata anche nel messaggio di apertura da Bruxelles di Olivier Guersent, direttore generale della Commissione Europea, che ha partecipato al convegno in video-conferenza, a causa dei disagi ancora presenti all’aeroporto della capitale europea, dovuti ai recenti attentati, che non hanno permesso all’interlocutore di raggiungere in tempi rapidi la sede della manifestazione.

 

Da Bruxelles l’esperto ha evidenziato che i PEPPs possono svolgere un ruolo fondamentale e importante per la crescita economica degli stati. Oggi gli asset attivi nel mercato della previdenza sono circa 1,5-1,7 trilioni, una risorsa fondamentale che potrebbe sicuramente aiutare la crescita in molti paesi. Oggi per l’esperto un limite all’investimento nella previdenza è dovuta anche alla non portabilità di molti strumenti, e visto che parliamo di un’Europa mobile, creare un prodotto transfrontaliero potrebbe essere la soluzione. Anche se l’esperto è conscio delle difficoltà. Prima fra tutte l’armonizzazione che richiederà un vero lavoro comune. Anche se l’esperto è fiducioso che questo progetto porterà benefici sia ai consumatori/investitori sia ai fornitori/distributori dello stesso.

 

Chi ha espresso invece qualche remora sono stati i rappresentati dell’industria coinvolti nella tavola rotonda. Per Alessandro Foti, a.d. di Finecobank, ad esempio, l’armonizzazione è un processo molto difficile e secondo l’esperto la componente fiscale rappresenta un ostacolo insormontabile tanto da rendere Foti scettico sui PEPPs. Per Santo Borsellino, di Generali Investments, i PEPPs sono interessanti nella misura in cui si affiancano a quello che c’è già e ne aumentano il size. Anche se, per il manager di Generali Investments, in Italia bisognerà fare i conti oltre che le scarse conoscenze del proprio stato previdenziale, anche con le scarse conoscenze finanziarie. Per Roberto Manzato di Poste Vita l’introduzione di un nuovo regime che sarebbe il 29° non va verso una semplificazione. Per l’esperto di Poste inoltre è necessario continuare a monitorare lo stato del primo pilastro perché seppure considerato resiliente al momento le tre ipotesi che lo sostengono potrebbero anche cambiare. Andrea Beltratti docente dell’Università Bocconi ha spiegato invece come anche per volontà dell’EIOPA l’opzione di riferimento dei PEPPs potrebbe essere venduta su internet proprio perché altamente standardizzata. Le altre opzioni invece più complesse e sofisticate che necessitano di consulenza saranno distribuite con altri canali.

 

Ora bisognerà aspettare i prossimi passi della Commissione Europea per capire l’impatto e le potenzialità di questo strumento che potrebbe essere uno dei primi strumenti che consentiranno agli italiani di guardare al lungo termine. Un’ottica di investimento che da quanto emerso da questo Salone non sembrano conoscere.

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