PIR, il MEF non scioglie tutti i dubbi

Le linee guida sui Piani Individuali di Risparmio chiariscono diverse aspetti della normativa. Ma restano alcune incognite intorno alle modalità applicative di...
06/10/2017 | Francesco D'Arco

Le linee guida relative all'interpretazione della disciplina dettata dalla Legge di Bilancio 2017 per i Piani Individuali di Risparmio a lungo termine, pubblicate dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) non risolvono tutti i dubbi intorno ai "veicoli di investimento" per i quali è stato delineato uno speciale regime fiscale agevolativo. 

 

A far emergere nuove incognite sul funzionamento degli strumenti PIR-Compliant è stata Assogestioni che ha commentato positivamente l'intervento del MEF, invitando però MEF e Agenzia delle Entrate (che dovrebbe a breve diffondere una circolare con istruzioni dettagliate per gli uffici preposti alle attività di controllo e accertamento) a riflettere su alcuni dettagli operativi. 

 

In particolare, l'associazione presieduta da Tommaso Corcos, ha apprezzato il chiarimento da parte del MEF delle "principali questioni interpretative sollevate dall’Associazione sin dall’entrata in vigore della nuova normativa, con particolare riferimento sia alla sfera oggettiva che a quella soggettiva dell’applicazione del beneficio fiscale". Tra queste soprattutto quella relativa alla possibilità di sottoscrivere un Pir da parte di un minore e, in caso di decesso del titolare del Pir, "la non tassazione in capo all'erede dei redditi percepiti dal de cuius in relazione a strumenti finanziari per i quali non è stato maturato l'holding period, ivi compresi i redditi di capitale delle quote di OICR detenute nel piano maturati alla data di apertura della successione che, diversamente, sarebbero sottoposti a tassazione al momento dell'intestazione in capo all'erede" si legge nell'editoriale pubblicato da Assogestioni.

 

Ma le linee guida ampliano notevolmente l'ambito di applicazione dell'agevolazione per quanto concerne le possibilità di movimentazione del piano e le modalità di calcolo dell'investimento Pir-compliant nel caso di investimenti effettuati tramite OICR, "fornendo una lettura delle norme che va al di là del dato letterale e pone alcuni dubbi interpretativi circa le concrete modalità di applicazione di queste interpretazioni" spiegano da Assogestioni specificando che,in primo luogo, "per quanto riguarda gli investimenti effettuati tramite OICR viene precisato che qualora un fondo di fondi non possa qualificarsi come Pir-compliant in base agli investimenti diretti dallo stesso effettuati, sia possibile considerare gli attivi dei fondi sottostanti in funzione della percentuale di partecipazione detenuta dal fondo dei fondi".

 

Non viene tuttavia chiarito "in che modo debba essere effettuata tale verifica e se ne debba essere effettuato un monitoraggio giornaliero, al fine di assicurare il rispetto dei vincoli di concentrazione e di investimento per almeno i due terzi dei giorni dell’anno".

Non solo. Emergono, secondo Assogestioni, alcuni dubbi anche intorno all’interpretazione "del tutto innovativa" in merito al rispetto del vincolo di detenzione dei titoli per almeno cinque anni.

"Sebbene la norma consideri neutrale" affermano dall'associazione, "ai fini del decorso del termine dei cinque anni, solo l’ipotesi della scadenza dei titoli seguita dal reinvestimento del controvalore entro 90 giorni, le linee guida applicano lo stesso principio anche all’ipotesi di cessione dei titoli, consentendo di fatto le movimentazioni dei titoli all’interno di un deposito titoli, di una rubrica di fondi o di una gestione Pir-compliant. "Tuttavia" conclude Assogestioni, "le modalità applicative di tale principio risultano piuttosto complesse, alla luce delle molteplici variabili di cui l’intermediario presso il quale è aperto il Pir deve tener conto al fine di rispettare i vincoli qualitativi, quantitativi e temporali previsti dalla normativa di agevolazione".

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