Corcos (Assogestioni): "Gli italiani preoccupati risparmiano di più"

Il presidente dell'associazione commenta lo stato di salute dell'industria in occasione dell'evento "R-Evolution, Il futuro ha un grande futuro"
22/10/2020 | Redazione Advisor

Dieci miliardi di afflussi da inizio anno, di cui sette nel solo mese di agosto. Sono questi i dati dell'industria del risparmio gestito. “Il primo fenomeno che si rileva è che questi risparmi sono figli dell’incertezza economica. Gli italiani, preoccupati di quanto sta succedendo ai bilanci familiari, risparmiano di più. È un fenomeno europeo. In Europa il tasso di risparmio è passato da 11% a 16% nel secondo trimestre, e viaggiamo sopra il 20% nel terzo. È normale in questo contesto" spiega il presidente di Assogestioni Tommaso Corcos (nella foto) intervenuto in apertura dell'evento "R-Evolution, Il futuro ha un grande futuro".

 

I dati presentati ieri nel bollettino mensile dell’Abi segnano un incremento della liquidità sui depositi degli italaiani pari all’8% anno su anno, a quota 1.682 miliardi, in aumento di 125 miliardi. A fine agosto la liquidità era già su quei livelli, a 1.671 miliardi.

“Per il risparmiatore che ha tenuto un margine di liquidità superiore  per mettersi al sicuro dalle correzioni, e che ora vuole ottenere un rendimento più alto, sarà naturale riallocare – magari sull’azionario. Esistono modalità che aiutano a smussare l’emotività: pensiamo ai piani di accumulo, con cui mensilmente si programmano gli ingressi sul mercato con una quota di investimento a discrezione del cliente. È forse la modalità migliore per allocare i propri risparmi spostandoli dalla liquidità e per iniziare a investire sui mercati azionari senza assumere scommesse eccessive in termini di rischio” prosegue il presidente di Assogestioni. 

 

In questo contesto di convivenza con il virus, quale ruolo hanno giocato i consulenti finanziari? Secondo Corcos: “Hanno svolto un grande lavoro di accompagnamento dei clienti in un momento molto difficile. Si è creato un divario forte tra chi ha investito nella tecnologia e ha avuto modalità e possibilità di interloquire con i clienti anche nelle fasi in cui il lockdown agiva sull’impossibilità di avere dei contatti fisici, e chi è rimasto indietro. Abbiamo comunque trovato una clientela molto pronta a rispondere e lavorare con modalità tendenzialmente anche molto diverse”.

 

Una mezione doverosa durante il suo intervento anche al tema dei Pir capaci di incanalare la mole di risparmio di cui si parlava prima per farla circolare nell'economia reale anche a beneficio delle piccole e medie imprese. “Accanto ai Pir tradizionali è stato costruito il mondo dei Pir alternativi, uno strumento di sviluppo di sistema estremamente rilevante perché punta a finanziare ancora di più il mercato delle Pmi”, afferma Corcos. 

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