Gestioni collettive, azionari in testa nel quarto trimestre

Continua il trend negativo dei monetari a meno 7,3 miliardi. In rosso anche i fondi flessibili che chiudono gli ultimi tre mesi dell'anno con un rosso di 4,2 miliardi
17/02/2021 | Daniele Riosa

Nel quarto trimestre, sebbene le gestioni collettive abbiano raccolto 14,6 miliardi di euro, l’industria registra sottoscrizioni pari a 223 milioni. Ciò si è verificato a seguito di un’operazione tecnica straordinaria del Gruppo Generali, già segnalata nella mappa di dicembre, che ha influito sul saldo trimestrale dei mandati assicurativi (-21,9 miliardi). Tale operazione, finalizzata alla semplificazione amministrativa del servizio di gestione del portafoglio di un cliente istituzionale, ha portato all’esclusione dal perimetro analizzato da Assogestioni di quote di fondi riservati, istituiti da terzi, che in precedenza erano inclusi all’interno di mandati assicurativi gestiti da Generali Insurance Asset Management SpA Sgr (GIAM). GIAM rimane gestore delegato di una parte significativa di tali fondi.

Nello specifico delle gestioni collettive, i fondi aperti raccolgono flussi per 11,2 miliardi, gli armonizzati (Ucits) 10,7 miliardi, gli alternativi non riservati 138 milioni, gli alternativi riservati 439 milioni, 3,2 miliardi per i fondi chiusi. Gli immobiliari vedono afflussi per quasi 1,7 miliardi. Gli altri fondi chiusi segnano investimenti per circa 1,6 miliardi. Venendo alle gestioni di portafoglio, quelle retail ammontano a 1,44 miliardi, quelle di patrimoni previdenziali a 733 milioni. Come detto in precedenza, le gestioni dei mandati assicurativi segnano un rosso di 21,9 miliardi. Le altre gestioni raccolgono poco più di 5,3 miliardi.

All’interno della categoria delle gestioni collettive, i fondi aperti registrano flussi netti pari a 11,2 miliardi, mentre quelli chiusi vedono investimenti netti per poco più di 3,8 miliardi. Crollo delle gestioni di portafoglio che segnano deflussi per circa 14,3 miliardi a seguito, come spiegato da Assogestioni in precedenza, di “un’operazione tecnica straordinaria del Gruppo Generali”.

Scendendo nel dettaglio della raccolta dei fondi aperti, quelli di lungo termine raccolgono 18,6 miliardi e a livello di singole asset class gli investitori tornano a privilegiare i fondi azionari nei quali si sono riversati investimenti per poco più di 10,3 miliardi. Ammontano a 7,3 miliardi gli investimenti netti verso gli obbligazionari, mentre a 193 milioni quelli verso gli hedge. Continua il trend negativo dei monetari a meno 7,3 miliardi. In rosso anche i fondi flessibili che chiudono il trimestre con un rosso di 4,2 miliardi. I flussi si sono indirizzati maggiormente sui fondi di diritto estero che vedono afflussi per circa 11 miliardi. Chiudono in negativo i fondi di diritto italiano a meno 454 milioni.

A livello di singole società, tra le prime venti, sul primo gradino del podio troviamo il Gruppo Intesa San Paolo con una raccolta che supera i 6,6 miliardi di euro. In seconda posizione ecco Poste Italiane con quasi 6 miliardi di euro. Sul terzo gradino del podio si piazza Schroders con 4,5 miliardi. Tra le società in rosso c’è da segnalare i meno 1,1 miliardi del gruppo BNP Paribas. i meno 477 milioni di Anima Holding e i meno 354 di Allianz.

Per ciò che riguarda Generali, il gruppo, con una nota, specifica che “la mappa trimestrale del risparmio gestito per il quarto trimestre 2020 pubblicata da Assogestioni riporta per il Gruppo Generali un dato di raccolta netta negativo. Tale dato non rappresenta un reale deflusso sui fondi gestiti dal Gruppo, ma è determinato da un’operazione di semplificazione amministrativa del servizio di gestione del portafoglio di un cliente istituzionale. L’operazione ha portato all’esclusione dal perimetro analizzato da Assogestioni di quote di fondi riservati, istituiti da terzi, che in precedenza erano inclusi all’interno di mandati assicurativi gestiti da Generali Insurance Asset Management SpA Società di gestione del risparmio (GIAM). GIAM continua ad agire come gestore delegato di circa il 90% degli stessi fondi per conto del cliente. Poiché la componente di fondi riservati in subdelega a GIAM era già conteggiata nel patrimonio gestito, per ragioni di reporting e onde evitare un “double counting”, l’operazione influisce con segno negativo una-tantum sui dati mensili di dicembre (conteggiati nella mappa trimestrale), mentre su base annua il patrimonio effettivo gestito da GIAM evidenzia un trend positivo. Nel corso del trimestre si evidenziano inoltre deflussi sui fondi monetari all’interno dei mandati assicurativi in gestione".

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