Molesini: “Premi sulla fiscalità per il risparmio gestito"

La ricetta del presidente di Assoreti per incentivare gli investimenti: “Attuare una sorta di cashback. Un esempio è anche quanto è stato fatto col Btp Italia, con bonus per chi mantiene i titoli fino alla scadenza”
30/11/2020 | Redazione Advisor

“Una sorta di cashback è possibile, e ci sono già delle misure che potrebbero andare in questa direzione. Un esempio è quanto è stato fatto col Btp Italia, con bonus per chi mantiene i titoli fino alla scadenza. Oppure, premi sulla fiscalità per il risparmio gestito su asset italiani”. Paolo Molesini, presidente di Assoreti, con un’intervista a MF-Milano Finanza, presenta la sua ricetta per incentivare gli investimenti.

Come comportarsi durante il nuovo lockdown? “Il momento è buono per investire, perché su gran parte dei titoli i costi non sono elevati. Lo spazio di crescita è molto, soprattutto nell'area che costa meno in questo periodo, rappresentata dai titoli value europei”.

E sul ruolo delle reti nel stimolare la propensione all'investimento della clientela dice: “Il segreto è semplice: essere sempre vicini ai clienti, e quindi cancellare l'emotività nelle scelte che effettuano. Abbiamo avuto pochi disinvestimenti durante la prima ondata pandemica, e abbiamo cominciato a investire fin da subito quando è iniziata la reazione dei mercati”.

Quanto allo stock liquido spiega che “una grande componente è strutturale, perché i clienti portano in dote un patrimonio che poi investono in un secondo momento. Nel totale delle masse gestite, comunque, la liquidità risulta superiore a qualche anno fa, ma sicuramente non in misura elevata rispetto alla media europea”.

E invita gli italiani a togliere i soldi da sotto il materasso: “Tenere i soldi sotto il materasso significa di fatto pagare una sorta di patrimoniale anche se questa concretamente non c'è. Bisogna pensare in un'ottica di medio-lungo periodo: il patrimonio depositato nei conti correnti ogni anno perde un 2% circa per via dell'inflazione e per il mancato rendimento e perdita del potere d'acquisto, che in dieci anni può diventare anche un 25%. Circa un quarto del patrimonio bruciato”.

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