Reti: è record di patrimonio

Nell'anno dello scoppio della pandemia che per il mondo delle reti ha segnato un record  per la raccolta netta, le reti di consulenza raggiungono il primato anche in termini patrimoniali:
12/02/2021 | Marcella Persola

“Siamo pienamente soddisfatti di come il nostro sistema abbia affrontato e gestito i mesi della pandemia. E ritengo che i clienti delle nostre Associate possano esserlo ancor di più, consapevoli che si è lavorato nel loro interesse con razionalità e lungimiranza. I consulenti finanziari sono riusciti infatti a evitare che i timori dei risparmiatori si traducessero in inefficienti atteggiamenti difensivistici e, conseguentemente, in eccessivi accumuli di liquidità. L’asset allocation di portafoglio non ha subito stravolgimenti, continuando a basarsi su scelte impostate sulla diversificazione degli investimenti in una prospettiva temporale di medio-lungo periodo.” Con queste parole Paolo Molesini, presidente di Assoreti ha commentato i dati relativi al patrimonio delle reti realizzati nel 2020. 

Nell'anno dello scoppio della pandemia che per il mondo delle reti ha segnato un record  per la raccolta netta, le reti di consulenza raggiungono il primato anche in termini patrimoniali: il 2020 si chiude con una valorizzazione dei prodotti finanziari e dei servizi di investimento, distribuiti dagli intermediari associati tramite l’attività dei propri consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, pari a 667,4 miliardi di euro, con una crescita del 7,7% sul 2019 (+47,6 miliardi in valore assoluto).

 

La componente di portafoglio investita in strumenti finanziari e prodotti assicurativi/previdenziali rappresenta, nel suo complesso, l’83,7% del patrimonio, raggiungendo i 558,9 miliardi di euro; di questi, 470,3 miliardi sono investiti in prodotti del risparmio gestito (il 70,5% del portafoglio; era il 71% a dicembre 2019) e 88,6 miliardi in strumenti finanziari amministrati (il 13,3% nel 2020 vs il 13,5% nel 2019). Il dato definitivo vede la liquidità sostanzialmente stabile al 16,2% in termini di incidenza (+0,7%), attestandosi a 108,5 miliardi di euro.

 

Sul fronte gestito la componente di portafoglio è aumentata del 6,9% rispetto all’anno precedente. La valorizzazione degli OICR, sottoscritti direttamente, risulta pari a 217,5 miliardi di euro, con un incremento del 5,5% e un’incidenza complessiva sul portafoglio pari al 32,6%; le gestioni collettive aperte domiciliate all’estero raggiungono 191,8 miliardi (+6,3%), i fondi aperti di diritto italiano scendono a 22,6 miliardi (-3,3%). Il comparto assicurativo/previdenziale vale 182,8 miliardi di euro, con una crescita del 7,6% e un’incidenza in portafoglio del 27,4%. Le unit linked raggiungono 94,4 miliardi di euro (+7,5%), le polizze vita tradizionali 44 miliardi (+3,2%), i prodotti multi-ramo 28,9 miliardi (+15,5%), mentre la componente prettamente previdenziale sale a 15,5 miliardi (+7,9%).

 

La valorizzazione delle gestioni individuali aumenta del 9% e raggiunge i 70 miliardi, con un’incidenza in portafoglio del 10,5%; la crescita è trainata dalle GPF (+19,1%), pari a 32,9 miliardi, mentre le GPM salgono a 37,1 miliardi (+1,4%).

 

A fine mese, il contributo complessivo delle reti al patrimonio investito in OICR aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, si attesta a 384,4 miliardi di euro, con un’incidenza del 34,4% sul patrimonio totale investito in fondi (patrimonio gestito pari a 1.116,5 miliardi di euro – dato provvisorio). Nel 2019 l’incidenza era del 33,3%.

 

Nell’ambito del risparmio amministrato la componente in titoli sale del 6,1%; la spinta alla crescita arriva principalmente dai titoli azionari (+10,1%), dai certificate (+21,6%) e dagli exchange traded product (+24,4%), mentre si riduce il controvalore dei titoli obbligazionari (-6,4%).

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