Reti, nuovo record del patrimonio nei primi 9 mesi

Molesini (Assoreti): “Investimenti e rendimenti crescono insieme: un risultato possibile grazie alla consulenza delle reti associate, hub di sviluppo sostenibile del paese”
25/11/2021 | Lorenza Roma

Primi nove mesi del 2021 col vento in poppa per le reti. Come si legge nel consueto report fornito da Assoreti, le reti di consulenti finanziari realizzano una raccolta netta totale pari a 40,9 miliardi di euro; i volumi di raccolta aumentano, pertanto, del 32,3% rispetto all’anno precedente. La crescita è trainata sia dai risultati realizzati nel comparto del risparmio gestito, pari a 30,5 miliardi, sia dai volumi di raccolta che hanno coinvolto la componente amministrata del portafoglio positivi per 10,4 miliardi di euro, seppur in contrazione (-38% a/a).

 

Un altro dato positivo è che quasi il 30% della raccolta è stata realizzata nel periodo luglio-settembre, con movimentazioni nette per 12,2 miliardi di euro (+42,7% rispetto al terzo trimestre 2020). Forte la propensione all’investimento in soluzioni del risparmio gestito sulle quali confluiscono risorse nette in crescita (+80,9% a/a) e pari a 9.5 miliardi di euro (il 78,5% della raccolta totale), mentre il bilancio complessivo su strumenti finanziari amministrati e depositi è positivo per 2,6 miliardi, risultando così in flessione (-19,4% a/a).

 

La valorizzazione del portafoglio dei clienti delle reti tocca un nuovo record con asset che a fine settembre raggiungono un valore equivalente a circa 757 miliardi di euro (+20,1% a/a). La componente gestita del portafoglio (534 miliardi) aumenta del 20,7% su base annua, mentre la valorizzazione degli strumenti finanziari amministrati (104,8 miliardi) cresce del 26,4% a/a e la liquidità (118,5 miliardi) sale del 12,6% a/a. Da inizio anno sono circa 214 mila i nuovi clienti delle reti; sale così a 4,8 milioni il numero di risparmiatori seguiti dai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede.

 

Risparmio gestito

 

La dinamica di crescita dei volumi di raccolta, osservata da inizio anno sulla componente gestita, coinvolge tutte le macro-famiglie di prodotto/servizio risultando più robusta nell’osservazione degli organismi di investimento collettivo del risparmio. Le sottoscrizioni nette in Oicr aumentano del 161,6% a/a e raggiungono 12,1 miliardi di euro, concentrandosi in maniera particolarmente rilevante sui fondi comuni aperti di diritto estero; nel terzo trimestre vengono realizzati 3,8 miliardi di raccolta netta (+82,7% a/a). Per le gestioni individuali il bilancio da inizio anno è positivo per 5,2 miliardi di euro, con un aumento del 93,1% a/a; tra luglio e settembre la raccolta netta è pari a 1,4 miliardi, risultando in flessione rispetto ai due trimestri precedenti ma in crescita del 57,5% a/a. I versamenti netti effettuati sui prodotti assicurativi/previdenziali ammontano a 13,2 miliardi di euro, con una crescita del 93,8% a/a; nei tre mesi estivi i premi netti valgono 4,3 miliardi (+88,3% a/a).

 

Risparmio amministrato

 

Nei primi nove mesi la raccolta in titoli è pari a 2,6 miliardi di euro, in calo del 67,6% a/a; in rosso il bilancio del terzo trimestre (-343 milioni). Da gennaio il flusso netto di liquidità si attesta a 7,8 miliardi con una flessione dell’11,7% a/a; tra luglio e settembre il risparmio confluito su conti correnti e depositi è pari a 3 miliardi di euro.

 

Paolo Molesini (in foto), presidente Assoreti sottolinea che “le competenze delle reti e il ruolo che l’industria sta assumendo nel tempo, con performance costantemente positive, rientra in un capitolo portante del nuovo corso del risparmio che è sempre più orientato alla progettualità. La crescita a doppia cifra del risparmio gestito dalle reti prosegue, infatti, di pari passo con l’aumento della domanda di consulenza da parte degli italiani, il che è sinonimo di un servizio pienamente coincidente con le aspettative dei clienti e del sistema paese". "Questo connubio,  - conclude Molesini - fatto di competenze all’avanguardia, continuo aggiornamento dei consulenti e fiducia, traduce gli effetti di un’industria che sarà sempre più hub di innovazione sostenibile”.

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