Reti, raccolta solida ma domina la protezione

Tra le società si distinguono per raccolta netta totale il gruppo Fideuram con 1,127 miliardi, Fineco con 445,34 milioni e Azimut con 388,82 milioni 
02/11/2022 | Marcella Persola

A settembre i risultati di raccolta realizzati dalle reti di consulenza si confermano particolarmente solidi. E' questo quanto emerge dal consueto report di Assoreti relativo al mese di settembre. 

 

Nel dettaglio la raccolta netta totale è stata pari a 2,8 miliardi di euro con un incremento del 76,3% mese su mese e del 6,5% anno su anno. Il 51% dei volumi di raccolta coinvolge gli strumenti finanziari amministrati sui quali confluiscono 1,4 miliardi; il bilancio mensile è positivo anche per i prodotti del risparmio gestito (615 milioni) e per la liquidità posizionata su conti correnti e depositi (745 milioni).

 

Sul fronte gestito circa l’87% della raccolta realizzata riguarda le gestioni patrimoniali individuali; il bilancio mensile, positivo per 533 milioni di euro, è riconducibile esclusivamente ai flussi netti di investimento sulle gestioni mobiliari (639 milioni) che compensano ampiamente le uscite nette realizzate sulle gestioni in fondi (-106 milioni).

 

Forte debacle dai fondi comuni aperti che si traduce in un saldo negativo pari a 326 milioni; il deflusso ha riguardato tutte le categorie di investimento con l’esclusione dei fondi azionari sui quali la raccolta netta è positiva per 371 milioni. Positiva anche la raccolta che interessa le polizze assicurative e prodotti previdenziali con flussi pari a 181 milioni; gli investimenti in unit linked (229 milioni) e polizze multiramo (43 milioni) che compensano i deflussi dalle polizze vita tradizionali (-163 milioni).

 

Il mese di settembre vede, pertanto, un contributo mensile al sistema degli Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, che assume valore negativo per 127 milioni di euro, rappresentando il 4,8% delle uscite totali registrate dall’intera industria dei fondi (-2,6 miliardi). 

 

Nell’ambito del comparto amministrato le scelte di investimento privilegiano invece titoli di Stato (1,1 miliardi), i certificate (253 milioni) e gli strumenti del mercato monetario (277 milioni); nel complesso il bilancio è negativo per i titoli azionari (-466 milioni).

Tra le società si distinguono per raccolta netta totale il gruppo Fideuram con 1,127 miliardi, Fineco con 445,34 milioni e Azimut con 388,82 milioni. Sul fronte della raccolta gestita inveceil podio è guadagnato da Azimut con 310,44 milioni seguita da Mediolanum con 247,31 milioni e Fineco con 151,71 milioni. 

“Si conferma l’attitudine all’investimento dei risparmi in strumenti finanziari. In un contesto congiunturale caratterizzato dalla forte instabilità dei mercati, la ricerca di soluzioni di investimento nell’ambito dei prodotti amministrati rappresenta certamente un’alternativa adeguata nell’intento di proteggere, nel breve periodo, il portafoglio dei clienti” dichiara Marco Tofanelli, (nella foto) segretario generale dell’associazione.

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