Efama, il sistema ha retto allo shock da pandemia

Nonostante i deflussi record, a marzo la stragrande maggioranza dei fondi non ha registrato problemi nella gestione della liquidità giornaliera
28/05/2020 | Paola Sacerdote

La pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto significativo sul sistema finanziario. I mercati azionari di tutto il mondo hanno subito perdite importanti, in risposta all’impatto della crisi sulla crescita economica e sui profitti delle imprese. Non è stata quindi una sorpresa che ci sia stato un impatto significativo anche sull’industria europea del risparmio gestito, come emerge dal report di Efama relativo a marzo, con i fondi Ucits che nel corso del mese hanno registrato disinvestimenti netti per 313 miliardi di euro, dei quali 26 miliardi di deflussi dagli ETF. In termini assoluti, si tratta dei maggiori deflussi mensili mai osservati, tuttavia, in termini percentuali sui net asset, non sono stati superiori a quelli dell'ottobre 2008, al culmine della crisi finanziaria globale.

 

Nonostante la più forte flessione del mercato nella storia moderna, Efama rileva che la stragrande maggioranza dei fondi è stata in grado di funzionare in maniera regolare e solo un piccolo numero di strumenti (circa 80 su un totale complessivo di oltre 34.000 Ucits) sono stati costretti a sospendere le negoziazioni per un periodo di tempo limitato. Questa resilienza può essere spiegata da una serie di fattori, in particolare dall'esistenza di un solido quadro di gestione del rischio di liquidità dei fondi.

 

Nel contesto attuale, caratterizzato da un’assoluta incertezza su quello che accadrà nei prossimi mesi, Efama sottolinea quanto sia importante l'accelerazione nell'adozione di specifici strumenti di gestione della liquidità che sta avvenendo in diversii Stati membri, poiché tali strumenti aumentano la capacità dei gestori di fondi europei di gestire efficacemente i rimborsi e il rischio di liquidità in futuro. Su questo Tanguy Van de Werve, direttore generale di Efama, ha commentato: "Nonostante i considerevoli deflussi di marzo, nel complesso, gli investitori sono stati in grado di riscattare il proprio denaro su base giornaliera. Ciò dimostra l'efficacia dell'attuale quadro normativo per i fondi domiciliati nell'UE, in particolare per quanto riguarda la gestione del rischio di liquidità ".

 

Per quanto riguarda la raccolta delle singole asset class, i maggiori deflussi netti si sono registrati dai fondi obbligazionari, che hanno visto disinvestimenti per 150 miliardi di euro, poiché lo stress del mercato del reddito fisso ha coinciso con una maggiore percezione del rischio e una maggiore domanda di liquidità.

 

I fondi azionari e i fondi multi-asset hanno subito deflussi netti moderati (rispettivamente 60 e 44 miliardi di euro), suggerendo che molti investitori hanno evitato di disinvestire da questi strumenti nel momento in cui soffrivano di più in termini di valutazioni.

 

I fondi monetari infine hanno registrato deflussi netti piuttosto consistenti (43 miliardi di euro), dovuti ai disinvestimenti da parte di grandi investitori istituzionali, che hanno accantonato riserve di liquidità, e di importanti investitori societari, che avevano bisogno di liquidità per far fronte alle scadenze di pagamento di fine trimestre.

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