ESG, gli asset manager europei chiedono dati solidi e affidabili

Efama si è unita all’appello lanciato dalle autorità finanziarie francese e olandese finalizzato a una maggiore regolamentazione dei dati, della ricerca e dei rating ESG
18/12/2020 | Paola Sacerdote

Gli asset manager europei stanno osservando una crescita a doppia cifra della domanda di investimenti ESG e i clienti da parte loro sono sempre più sofisticati nelle loro preferenze. Sulla scorta di questo Efama, la voce dell'asset management europeo, si è unita all'appello di AMF e AFM, le autorità dei mercati finanziari francese e olandese, per una regolamentazione europea dei dati, della ricerca e dei rating ESG.

 

"Gli asset manager desiderano incoraggiare questo trend di investimento ESG ampliando la loro offerta di prodotti sostenibili e fornendo agli investitori informazioni affidabili e comparabili, anche in risposta alla normativa UE introdotta per combattere il greenwashing e migliorare la trasparenza” – ha commentato Giorgio Botta, regulatory policy advisor presso Efama - “Per raggiungere questi obiettivi, gli investitori necessitano di dati solidi e affidabili. Data la mancanza di informazioni pubblicamente disponibili, i gestori patrimoniali dipendono fortemente dalle informazioni di fornitori terzi di dati, ricerche e valutazioni ESG, che comportano costi elevati e molte domande".

 

Nel documento pubblicato da Efama l’associazione si è soffermata su cinque punti, evidenziandone le criticità.

 

Concentrazione e costi del mercato: i membri di Efama osservano una crescente concentrazione nel mercato delle informazioni ESG, in parte dovuta all'attività di fusione e all'aumento dei costi dei dati ESG. Questo aumento dei costi è particolarmente dannoso per le società più piccole,

 che hanno meno risorse e potere contrattuale, e per gli investitori finali che alla fine pagano il conto.

 

Comparabilità e affidabilità: i dati e le ricerche ESG di terze parti sono spesso incoerenti e le valutazioni fornite dai diversi provider possono variare notevolmente. Ciò limita l'affidabilità, la comparabilità e l'utilità delle informazioni fornite, ed espone gli investitori al rischio di greenwashing.

 

Trasparenza sulle metodologie: le metodologie utilizzate dai fornitori di terze parti per raccogliere ed elaborare i dati mancano di trasparenza. Una maggiore trasparenza consentirebbe agli asset manager di accertare che le informazioni siano affidabili nel contesto delle loro strategie di investimento e di sviluppo del prodotto.

 

Potenziali conflitti di interesse: l'offerta di un'ampia gamma di prodotti e servizi da parte di fornitori terzi, combinata con un'elevata concentrazione di mercato, solleva preoccupazioni in questo ambito. Per preservare l'integrità del mercato, sono necessarie regole volte a identificare e gestire potenziali conflitti di interesse.

 

Dialogo con le società soggette a rating: per migliorare la qualità della ricerca e delle valutazioni ed evitare analisi fattuali e conclusioni fuorvianti o errate, i fornitori di terze parti dovrebbero intensificare il dialogo con le società valutate. Ciò li aiuterebbe a produrre ricerche e rating che rilevino meglio il contesto in cui queste operano.

 

Come indicato nella risposta di Efama alla consultazione pubblica della Commissione europea sulla rinnovata strategia di finanza sostenibile, è importante migliorare il funzionamento del mercato dei dati, della ricerca e dei rating ESG. La rinnovata strategia offre un'eccellente opportunità per affrontare le preoccupazioni del settore relative alla trasparenza sulle metodologie e alla gestione dei conflitti di interesse.

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