Come rendere gli ELTIF un’opportunità per gli investitori

Efama risponde alla consultazione lanciata dalla Commissione Europea per rivedere il quadro normativo dei fondi di investimento europei a lungo termine
28/01/2021 | Paola Sacerdote

Efama, l’associazione europea dell’industria dell’asset management, ha condiviso le sue raccomandazioni alla Commissione europea sulle misure da adottare per migliorare il quadro normativo degli ELTIF, i fondi d’investimento europei a lungo termine introdotti dal Regolamento UE 2015/760 del 29 aprile 2015 con lo scopo di mobilitare e convogliare capitali verso l’economia reale del Vecchio Continente.

 

Da quando il Regolamento è diventato applicabile, a dicembre 2015, gli strumenti lanciati dagli asset manager sono stati pochissimi. Complessivamente sono stati infatti istituiti solo circa 28 ELTIF, e con una dimensione ridotta in termini di asset (inferiore a 2 miliardi di euro). Da questo punto di vista, la normativa sugli ELTIF non è riuscita a raggiungere il suo obiettivo di promuovere gli investimenti europei a lungo termine nell'economia reale.

 

Tuttavia, Efama ritiene che il regime degli ELTIF, se adeguatamente adattato, possa diventare un potente strumento per realizzare alcuni degli obiettivi dell'Unione dei mercati dei capitali (CMU) e possa rappresentare uno strumento interessante per gli investitori in un contesto di tassi di interesse bassi per lungo termine.  Con questo obiettivo l'associazione ha proposto alcune modifiche fondamentali al regime attuale. Vediamole in breve.

 

In primo luogo Efama propone di trasformare l'ELTIF in una struttura aperta accanto a quella chiusa esistente , rimuovendo le attuali limitazioni al suo ciclo di vita e introducendo condizioni di riscatto appropriate e includendo adeguati strumenti di gestione della liquidità.

 

In secondo luogo, secondo l’associazione si potrebbe ampliare il campo di applicazione delle attuali attività ammissibili per includere altri tipi di fondi, oltre a ELTIF, EuVECA e EuSEF, nonché start-up finanziarie non quotate.

 

In terzo luogo, viene proposto di abbassare l'attuale soglia di 10 milioni di euro per gli investimenti in “asset reali”, ampliando così il raggio d’azione dei gestori, che potrebbero prendere in considerazione anche progetti di investimento più piccoli.

 

Quarto, Efama propone di rimuovere gli attuali limiti all’investimento (che oggi si attestano a 500.000 euro, massimo il 10% del portafoglio investibile, e con un taglio minimo di 10.000 euro) e consentire gli investimenti in ELTIF a partire da 1.000 euro, per ridurre i vincoli dal lato dell'offerta e renderlo accessibile a una più ampia platea di risparmiatori .

 

Infine , secondo l’associazione si potrebbe garantire la neutralità fiscale della struttura ELTIF, per renderla uno strumento di investimento vantaggioso.

 

“Sono necessari profondi cambiamenti per rendere gli ELTIF uno strumento che attragga l’attenzione degli investitori in Europa e contribuire a realizzare alcuni degli obiettivi dell’Unione dei Mercati di Capitali” ha spiegato Federico Cupelli, senior regulatory policy adviser di Efama, commentando le modifiche raccomandate. “Questi obiettivi includono la promozione di una maggiore partecipazione ai mercati di asset reali, meno liquidi, oltre a consentire sia alle istituzioni che ai singoli di investire una parte della loro ricchezza con un orizzonte temporale di lungo termine e di diversificare la loro esposizione nei mercati privati. A questo riguardo, chiediamo una ricalibrazione dei requisiti di idoneità delle attività e degli investimenti ammissibili, una revisione degli importi minimi di investimento e incentivi fiscali adeguati.”

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