Hedge Invest: si riparte da Europa e Giappone

Il 2017 inizia con uno scenario completamente diverso dall’anno precedente, e le opportunità per gli investitori non mancheranno
10/03/2017 | Matteo Valli

Il 2017 inizia con uno scenario completamente diverso dall’anno precedente, con le politiche fiscali che ruberanno la scena a quelle monetarie espansive, con l’inflazione in accelerazione e con una presidenza USA intenzionata ad effettuare provvedimenti pro-crescita che influenzeranno necessariamente sia il mondo emergente che quello sviluppato.

 

In questo quadro, l’Europa torna a essere una delle mete di investimento preferibili. “L’azionario europeo è in ripresa, perché il mercato si è allontanato dal rischio deflazione, e probabilmente sovraperformerà quello statunitense”, osserva Marc Chapman, gestore del fondo HI Principia Fund.

 

Concorda Lorenzo di Mattia, gestore del fondo HI Sibilla Macro Fund, affermando che “il Vecchio Continente potrà beneficiare della generale ripresa della crescita globale, partendo da livelli di crescita di economia reale e da utili particolarmente depressi, lontani dai trend medi storici di crescita economica e degli utili”. Quest’anno il gestore non vuole essere ribassista sull’euro anche per “la presenza di un moderato rapporto debito/Pil, il surplus commerciale e le aspettative inflazionistiche di medio lungo che rimarranno inferiori agli USA e al Giappone, oltre che per la possibilità che la Bce riduca il QE”.

 

Ci sono però i potenziali rischi degli appuntamenti politici, a partire dalle elezioni in Francia. Saranno proprio le consultazioni francesi quelle più monitorate dai mercati, anche se, come sottolinea Filippo Lanza, gestore del fondo HI Numen Credit Fund, “i tassi sono destinati in ogni caso a salire: se le elezioni in Francia andranno bene, la Bce ridurrà il QE. Se le elezioni in Francia invece premieranno la Le Pen, tutti i bond governativi, ad eccezione di quelli tedeschi, saranno destinati a scendere, con perdite in conto capitale. Per quanto riguarda specifici settori, ci aspettiamo ulteriori rialzi soprattutto nel settore bancario”. Comparto, questo, nel quale anche Lanza individua le opportunità migliori: “La ristrutturazione delle banche europee offre molte opportunità. MPS sarà solo la prima”.

 

Un’altra area geografica che rimarrà sotto i riflettori quest’anno è il Giappone, dove, spiega Di Mattia, “governo e banca centrale sono determinati a sfruttare la reflazione, ad esempio mantenendo il rendimento dei titoli decennali a zero. L’equity giapponese offre probabilmente il più grosso upside, sicuramente fino a quando i problemi politici in Europa non saranno almeno parzialmente risolti”.

 

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, invece, le politiche del nuovo Presidente USA riserveranno delle incognite. Secondo Di Mattia il fattore Trump sarà positivo per i mercati: “Abbiamo sempre visto Trump come un’opportunità e anche prima dell’esito elettorale eravamo convinti che il suo effetto sarebbe stato più positivo che negativo. La positività sta nel fatto che con Trump c’è anche una maggioranza repubblicana in Parlamento, cosa che non accadeva dagli anni ’20. Questo si traduce in alte probabilità – rispetto per esempio a situazioni con un Presidente Democratico non in controllo del Senato o viceversa – che almeno una parte del programma possa essere implementata, diciamo da un terzo ai due terzi. Il che sarebbe sufficiente a stimolare l’economia”.

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