La prima volta di Blackrock e Vanguard

Quattro tra i primi dieci maggiori gestori patrimoniali USA, nel 2017, hanno votato una proposta legata al clima nelle società su cui investono.
23/03/2018 | Francesco D'Arco

Quattro tra i primi dieci maggiori gestori patrimoniali USA, nel 2017, hanno votato per la prima volta una proposta legata al clima nelle società su cui investono. Le protagoniste del nuovo corso sono Blackrock, Vanguard, Fidelity e American Funds (che insieme rappresentano $12mila 800 miliardi di asset in gestione) e la notizia è stata riportata da Ceres, organizzazione non profit che si occupa di sostenibilità, nel report “Four mutual fund giants begin to address climate change risks in proxy votes: how about your funds?”.

 

Ceres ogni anno collabora con Fund Votes per classificare le maggiori società americane di fondi comuni di investimento in base a quanto sostengono le proposte degli azionisti relative al clima. Un esempio di voto sul clima è quello di Blackrock e Vanguard, che hanno supportato, un paio di battaglie assembleari legate alla disclosure delle oil company sul cosiddetto “scenario 2 gradi”, per controllare la temperatura globale, come previsto dal trattato di Parigi sul clima. Per contro, sottolinea il report, è «significativo» che cinque società non abbiano ancora votato una proposta riguardo il climate change. Ceres si riferisce ad altri grossi gestori: American Century, Cohen&Steers, Lord Abbett, Pioneer e Putnam. «Queste aziende mostrano quindi di ritenere che non sia interesse dei propri clienti la disclosure su temi climatici da parte delle società investite», stigmatizza il rapporto.

 

Testo a cura di ETicaNews 

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.