S&P dà un «secondo parere» ai green bond

È quanto si è premurata di realizzare S&P con il Green evaluation tool, lanciato il 17 aprile dello scorso anno,
07/06/2018 | Marcella Persola

Un «secondo parere» sull’allineamento di uno strumento green ai Green bond principles (Gbp), nel loro aggiornamento del 2017. È quanto si è premurata di realizzare S&P con il Green evaluation tool, lanciato il 17 aprile dello scorso anno, che a oggi conta sui risultati delle prime 19 Green evaluation pubbliche, e sulla prima analisi relativa alle 200 banche nel mondo che hanno scelto la strada delle obbligazioni verdi. La Green Evaluation «non è una verifica, una certificazione, un audit o una valutazione del credito», specifica S&P.

 

La valutazione può essere applicata a qualsiasi tipo di finanziamento green, obbligazionario o equity, e passa per l’analisi di Governance, di Trasparenza e di Impatto ambientale quantificabile relativo del suo ciclo di vita. Ogni emissione riceve un punteggio da 0 a 100 e da E4 a E1 (dove E1 significa che il titolo contribuisce in misura massima al raggiungimento degli obiettivi, ed E4 in misura minima). Perché uno strumento green possa essere considerato allineato ai Gbp 2017 deve ricevere un punteggio di Governance pari o superiore a 58 e un punteggio di Trasparenza pari o superiore a 42 su 100. Inoltre, l’obbligazione deve soddisfare le condizioni di base delle quattro componenti della Gbp 2017 (utilizzo dei Proventi, processo di valutazione e selezione del progetto, gestione dei proventi e attività di reporting). Se tutte queste condizioni sono soddisfatte, S&P Global Ratings può considerare l’obbligazione verde autocertificata di un emittente allineata ai Gbp 2017.

 

Testo a cura di ETicaNews 

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