Banca Generali: masse in crescita oltre i 58 miliardi

Gestito e assicurativo in crescita del 7%. L'advisory raggiunge i 2,3 miliardi di euro. Utile netto in lieve calo nei primi 9 mesi
06/11/2018 | Massimo Morici

Banca Generali chiude i primi 9 mesi con un utile netto di 135,8 milioni di euro, in lieve calo rispetto ai 147,8 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Nel periodo le masse gestite e amministrate per conto della clientela sono salite del 9% negli ultimi 12 mesi a 58,5 miliardi di euro e i nuovi flussi netti si sono attestati a 4,1 miliardi nei nove mesi. Le soluzioni gestite e assicurative (76% delle masse totali) sono salite a 44,2 miliardi di euro (+7% rispetto allo scorso anno) e tra queste si segnalano in particolare le soluzioni contenitore che hanno raggiunto i 14,8 miliardi (+8%). Le soluzioni assicurative tradizionali (26% delle masse totali) sono aumentate a 15,3 miliardi (+3%).

Crescono anche le masse che hanno sottoscritto il contratto di consulenza evoluta (Advisory), che hanno raggiunto i 2,3 miliardi di euro a fine settembre, pari al 3,9% delle masse complessive. "Nel periodo - si legge in una nota - sono state poi create le premesse per un’ulteriore slancio allo sviluppo con iniziative per linee esterne, come dimostrato dalla recente offerta vincolante per l’acquisizione del gruppo Nextam Partners presentate a fine ottobre che, una volta consolidata, proietterebbe le masse complessive a ridosso dei 60 miliardi di euro". La banca ricorda inoltre che nelle prossime settimane proseguirà l’integrazione del gruppo Nextam, così come "lo sviluppo della partnership nel trading con Saxo Bank in una nuova sim che attende l’autorizzazione delle autorità competenti".

Quanto alle altre voci di bilancio, il margine di intermediazione è in linea con quello dello stesso periodo dello scorso anno (331,8 milioni, -0,7%), mentre le commissione di gestione risultano in salita dell'11% a 478,7 milioni di euro, grazie alla continua espansione dimensionale della banca. In sensibile aumento risultano anche le commissioni bancarie e d’ingresso (51,4 milioni, +26%) per le iniziative di diversificazione avviate nell’ultimo anno (lancio della piattaforma di certificates e contratto di consulenza evoluta), mentre le commissioni variabili (performance fees) hanno invece risentito delle complessità dei mercati attestandosi a 36,6 milioni.

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