OCF, Anasf chiede "rispetto istituzionale"

"Non c'è stato alcun dibattito e all'interno di Anasf non c'è nessun problematica". Luigi Conte, vice presidente vicario dell'associazione esprime il suo disappunto in merito alle recenti dichiarazioni seguite alla candidatura di Di Ciommo.
27/06/2019 | Francesco D'Arco

“All’interno di Anasf non c’è nessuna problematica. Non capisco sulla base di quali elementi il segretario generale di Assoreti arrivi a fare una tale affermazione”. Il vice presidente vicario di Anasf, Luigi Conte non nasconde ad AdvisorOnline il suo disappunto in merito alle dichiarazioni di Marco Tofanelli rilasciate in merito alla proposta dell’associazione guidata da Maurizio Bufi di candidare il prof. Francesco Di Ciommo alla guida dell’Organismo per la vigilanza e tenuta dell’Albo dei Consulenti finanziari (OCF) (articolo)

 

“La  decisione di candidare il prof. Di Ciommo alla presidenza dell’OCF è stata approvata dall’unanimità dal Consiglio Nazionale di Anasf, non vedo quindi nessun elemento che lasci pensare ad una problematica interna alla nostra associazione” chiosa Conte che ricorda l’importanza di Anasf in OCF: “Siamo fondatori dell’ex-APF (oggi OCF) e soci al 50% dell’Organismo. E la prassi vuole che sia Anasf quest’anno a indicare il candidato presidente. Questo è quello che è avvenuto. Non abbiamo imposto un nome, ma proposto un professionista, con un curriculum importante. Il nostro obiettivo è, e rimane, quello di aprire un dibattito reale sul futuro di OCF. Al momento, nonostante quanto affermato da Tofanelli, tale dibattito all’interno di OCF non c’è stato”.

 

Ma esiste, a suo avviso, un’impasse da gestire? “Non esiste nessuna impasse, perché non si è aperto alcun dibattito” risponde Conte che sottolinea la mancanza di “rispetto istituzionale” nell’intervento di Tofanelli che "ricopre anche il ruolo di vice presidente all’interno di OCF: nel commentare la nostra proposta si esprimeva in qualità di segretario generale di Assoreti o di vicepresidente di OCF? È importante chiarire una tale ambiguità”. Anche se Conte non nasconde che, quando si parla dell'Organismo, ritiene "istituzionalmente corretto un confronto con i presidenti/vice-presidenti delle singole associazioni, e non con i rispettivi segretari generale". 

  

Rimane però la divergenza di opinione in merito alla futura presidenza? “In merito alla scelta di Anasf di proporre un nome alternativo a quello della professoressa Carla Rabitti Bedogni ribadisco quanto affermato dal presidente Bufi: l’associazione ha molto apprezzato il lavoro della professoressa e la scelta di proporre un'alternativa non è legata a un giudizio di merito sul suo operato ma piuttosto alla necessità di garantire, dopo due mandati, una naturale alternanza alla guida di un organismo che oggi ha anche una funzione di vigilanza”.

 

“È importante riportare la vicenda nei giusti binari” conclude Conte. “Abbiamo individuato un professionista che vorremmo proporre come presidente OCF, non abbiamo imposto nulla. Sulla base della nostra proposta riteniamo che si possa e si debba aprire un reale dibattito. Mi auguro che, superata questa fase, che ha visto diverse associazioni prendere pubblicamente posizione sul futuro di OCF, si possa avviare un dialogo pacato e rispettoso dell’istituzione di cui siamo tutti soci”.

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