Consulenti, lo spettro della tecnologia si fa strada

Secondo uno studio di Cerulli Associates il 40% delle attività gestite dagli advisor potrebbe essere benissimo seguito da una piattaforma
14/02/2020 | Redazione Advisor

Potrebbe sembrare una provocazione, ma non lo è. Il 40% delle attività gestite dagli advisor potrebbe essere servito dalle piattaforme. E' questo quanto emerge da un recente studio di Cerulli Associates sulla Digital transformation del mercato della consulenza, che mostra come la tecnologia sia diventata ben poco conciliante per il mondo della consulenza finanziaria. 

Nello specifico lo studio, che si riferisce comunque al mercato statunitense, evidenzia che 44.055 pratiche di consulenza, che rappresentano 8.000 miliardi di dollari - o il 40% delle attività gestite da consulenti - sono rappresentati da utenti di media tecnologia, che potrebbero essere meglio serviti con partner strategici più forti su tale ambito. 

Per arrivare a questa soluzione la società di consulenza ha misurato l'utilizzo della tecnologia nel mercato della consulenza finanziaria, valutando quelli che sono gli "stack" tecnologici dei consulenti. E qui la situazione è abbastanza eterogenea.

"La tecnologia ha il potere di trasformare una pratica elevando l'esperienza del cliente e aumentando la produttività complessiva", afferma Marina Shtyrkov, analista di ricerca di Cerulli. Quindi una soluzione per non far perdere appeal agli advisor potrebbe essere quella di fornire loro degli strumenti di advisory che "facciano vivere al cliente una bella esperienza", come Amazon insegna, alleviando allo stesso tempo il consulente da una serie di oneri burocratici che spesso ostacolano la sua "produttività". Evitando in tal modo che i clienti si dirigano verso soluzioni più easy ma solo più accattivanti.

Ricordiamoci come si rivelava un altro studio del gruppo che la maggior parte dei clienti ha affermato di utilizzare soluzioni digitali per monitorare i propri portafogli, ma di preferire l'advisor per tutte le gestioni più complesse della sua attività patrimoniale, quindi alavorare come si sta facendo verso una forte partnership tra tecnologia e human advisor, può essere la strada vincente. 

 


 

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