Reddito fisso Usa, i fondamentali restano solidi

Invesco analizza l’impatto della crisi sul mercato obbligazionario statunitense e le prospettive del comparto
03/04/2020 | Paola Sacerdote

Nonostante le turbolenze delle scorse settimane, con segnali di stress sistemico analoghi  a quelli registrati nel 2008, i fondamentali del mercato obbligazionario Usa non sono compromessi. E’ la view di Tim Horsburgh, cfa Investment strategist North America di Invesco. “L’attuale volatilità è probabilmente riconducibile più a una riduzione dei magazzini degli operatori e alla pesante pressione a vendere, che a un degrado del mercato. Vengono ancora completate nuove operazioni e negoziazioni” spiega l’analista.

 

Le misure intraprese dalla Fed e dal governo federale per evitare che una crisi di liquidità si trasformi in un problema di insolvenza sono state e saranno fondamentali” prosegue Horsburgh. “La serie di programmi di recente lanciati dalla Fed dovrebbe favorire la liquidità mediante acquisti o stabilizzazione di Treasury, titoli garantiti da ipoteca (MBS) e commercial paper, nonché fornendo enormi volumi di liquidità overnight e supporto al sistema bancario. L’ambito delle ulteriori misure della Fed in futuro (seppure oggi al di fuori del suo mandato) potrebbe contemplare anche interventi sul mercato investment grade o anche dei bond municipali”.

 

“Gli spread sono ampi in termini storici e il credito societario investment grade appare pertanto interessante rispetto all’high yield, in considerazione del maggiore livello di flessibilità e stabilità finanziaria intrinseche in molti emittenti di alta qualità. La minore ponderazione del credito investment grade sull’energia (intorno al 3% rispetto al 12% dell’high yield) rappresenta un vantaggio aggiuntivo perché il basso prezzo del petrolio graverà in misura significativa su tali titoli di credito. Tuttavia, la ponderazione delle obbligazioni emesse da società energetiche nel mercato high yield è inferiore in rapporto al 2014, quando costituiva quasi il 18% del mercato”.

 

A parte i Treasury, che da inizio anno sono saliti del 5,2%, l’obbligazionario statunitense ha registrato scarsi rendimenti positivi, e le correlazioni dei rendimenti sono aumentate nella maggior parte delle asset class con le azioni. “In un contesto di tensioni e turbative intensificate, un aumento dei default è praticamente assicurato a questo punto” evidenzia lo strategist di Invesco. “I titoli di alta qualità hanno probabilmente maggiori capacità di assorbire gli incombenti contraccolpi finanziari. L’elevato volume di obbligazioni BBB (che rappresentano intorno a 2,4 trilioni di dollari Usa dei circa 6 trilioni dell’universo investment grade statunitense) subirà con ogni probabilità alcuni declassamenti (“crossover”) a mano a mano che questa crisi procede. Secondo le nostre previsioni, questi sommovimenti non annienteranno l’universo high yield, ma dovrebbero essere valutati di caso in caso, soprattutto con un forte supporto politico. Molti (ma non tutti) gli emittenti BBB hanno spazi finanziari per attuare misure allo scopo di mantenere tale rating, anche nella crisi in atto ed evitare così una serie più ampia di declassamenti”.

 

In conclusione, “anche se la volatilità che ha caratterizzato i mercati nelle ultime settimane è destinata a persistere nell’imminente recessione, riteniamo che questo evento offra gli investitori l’opportunità di valutare sconti e solidi fondamentali”.

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