Banca Generali lancia il primo “Covid bond” italiano

L’a.d. Gian Maria Mossa: “E’ un’operazione che mette a disposizione 100 milioni per aiutare con piccoli prestiti chi deve far fronte allo choc di liquidità di queste settimane”
06/04/2020 | Redazione Advisor

 “Tra i nostri clienti abbiamo numerosi imprenditori, che ci hanno raccontato di essere preoccupati per la sopravvivenza di tutte quelle imprese spesso molto piccole che contribuiscono alla loro filiera, e che sono essenziali perché tutta la catena dal produttore al cliente finale funzioni”. È un estratto dell'intervista a Gian Maria Mossa, pubblicata sull'inserto di Repubblica, Affari e Finanza, in cui l'amministratore delegato di Banca Generali, annuncia il lancio del primo “Covid Bond” italiano.

Un’operazione che mette a disposizione 100 milioni di euro per aiutare con piccoli prestiti, la taglia standard ipotizzata è di 25 mila euro, chi deve far fronte allo choc di liquidità di queste settimane. Verrà collocato ai clienti qualificati di Banca Generali, quelle persone con profilo finanziario e consistenze sopra determinati parametri, ma potrebbe essere presto raddoppiato con un prodotto un po’ diverso, aperto ad una platea di clienti molto più ampia, quando arriverà il via libera da parte della Consob.

Per fa sì che questo avvenga in tempi rapidi, Mossa spiega che “abbiamo pensato a Credimi, la piattaforma di prestiti online con cui collaboriamo ormai da tempo. Si va sul sito di Credimi, si inseriscono i propri dati e in due settimane si ha la risposta se si soddisfano i requisiti che permettono di ottenere la garanzia prevista dal Fondo pubblico di garanzia gestito dal Mediocredito Centrale”.

Quanto vale la garanzia statale? “In questa prima operazione l’80 per cento del prestito standard, che è di 25 mila euro. Un altro 10 per cento è poi garantito dal gruppo Generali, che ha deciso di destinare così i primi 10 milioni del suo Fondo Straordinario lanciato per far fronte all’emergenza”.

Poi entrano in gioco i clienti di Banca Generali, che ti mettono materialmente le risorse da prestare alle imprese. “Funziona così: un partner finanziario specializzato in queste operazioni crea un veicolo societario ad hoc che cartolarizza tutti i crediti concessi, per un totale di 100 milioni. Per ridurre il rischio i titoli vengono suddivisi in più tranche, in modo da avere titoli senior, meno rischiosi, e junior, che lo sono di più”. I titoli senior “vengono collocati tra i nostri clienti. Questa prima operazione è rivolta solo alla clientela professionale. Le normative equiparano infatti le cartolarizzazioni ai derivati, e non possono essere vendute al pubblico retail, ma solo alla clientela qualificata, con profili adeguati”.

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