Intesa Sanpaolo: divisione private e asset management con il segno meno

I risultati netti di entrambe le divisioni, nei primi nove mesi dell'anno, sono state pari rispettivamente a 643 (-4,2%) e 326 (-5,25) milioni rispetto ai relativi dati del 2019.
05/11/2020 | Redazione Advisor

Intesa Sanpaolo chiude i primi nove mesi del 2020 con un utile netto contabile pari a 6.376 milioni di euro, a 3.112 milioni escludendo il goodwill negativo originato dall’acquisizione di UBI Banca (pari a 3.264 milioni di euro, dopo la deduzione della parte allocata al ramo d’azienda da cedere a BPER Banca). Escludendo anche i due mesi di apporto di UBI Banca, l’utile netto è pari a 3.073 milioni, rispetto a 3.310 milioni dei primi nove mesi del 2019, superiore ai circa 3 miliardi di euro di utile netto minimo previsto per l’esercizio 2020 e che risulterebbe pari a 3.956 milioni - in crescita di circa il 20% rispetto ai nove mesi 2019 - se si escludessero le rettifiche di valore su crediti pari a 1.312 milioni per i futuri impatti di COVID-19. 

Dal punto di vista patrimoniale i coefficienti sono su livelli largamente superiori ai requisiti normativi. Al 30 settembre 2020, deducendo dal capitale circa 2,3 miliardi di euro di dividendi maturati nei primi nove mesi, il Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime è risultato pari al 15,2% , al 15,9% escludendo l’acquisizione di UBI Banca, livello top tra le maggiori banche europee, e il Common Equity Tier 1 ratio calcolato applicando i criteri transitori in vigore per il 2020 al 14,7%, al 15,5% escludendo l’acquisizione di UBI Banca, rispetto a un requisito SREP da rispettare nel 2020 pari rispettivamente all’ 8,63% e all’ 8,44%, applicando la modifica regolamentare introdotta dalla BCE a decorrere dal 12 marzo scorso, che prevede che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi da Common Equity Tier 1.

 

Nell’ambito delle attività finanziarie della clientela, la raccolta diretta bancaria ammonta a 449 miliardi (escludendo l’apporto di 98 miliardi di UBI Banca), in crescita del 5,5% rispetto al 31 dicembre 2019 e del 5,2% rispetto al 30 settembre 2019. Il complesso di raccolta diretta assicurativa e riserve tecniche è pari a 167 miliardi (escludendo l’apporto di 3 miliardi di UBI Banca), in aumento dello 0,7% rispetto al 31 dicembre 2019 e dell’ 1,6% rispetto al 30 settembre 2019. La raccolta indiretta ammonta a 532 miliardi (escludendo l’apporto di 99 miliardi di UBI Banca), in flessione dello 0,5% rispetto al 31 dicembre 2019 e in aumento dell’ 1,5% rispetto al 30 settembre 2019. L’ammontare di risparmio gestito è pari a 356 miliardi (escludendo l’apporto di 74 miliardi di UBI Banca), in flessione dello 0,5% rispetto al 31 dicembre 2019 e in aumento dell’ 1,3% rispetto al 30 settembre 2019; la nuova produzione vita nei primi nove mesi del 2020 ammonta a 10,9 miliardi di euro (escludendo l’apporto di UBI Banca). La raccolta amministrata è pari a 175 miliardi (escludendo l’apporto di 25 miliardi di UBI Banca), in flessione dello 0,6% rispetto al 31 dicembre 2019 e in aumento dell’ 1,9% rispetto al 30 settembre 2019.

 

Entrando poi nel dettaglio delle singole divisione emerge che la divisione Private Banking che serve il segmento di clientela di fascia alta (Private e High Net Worth Individuals) tramite Fideuram e le sue controllate Fideuram Investimenti, Intesa Sanpaolo Private Banking, SIREF Fiduciaria, Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval e Fideuram Asset Management Ireland, ha regsitrato nei primi nove mesi del 2020 proventi operativi netti per 1.435 milioni, (-0,6%) rispetto a 1.444 milioni dei primi nove mesi 2019, pari a circa l’11% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (11% anche nei primi nove mesi 2019); un risultato della gestione operativa di 992 milioni, (-0,3%) rispetto a 995 milioni dei primi nove mesi 2019; un risultato netto pari a 643 milioni, (-4,2%) rispetto a 671 milioni dei primi nove mesi 2019.

 

La Divisione Asset Management invece che fornisce soluzioni di asset management rivolte alla clientela del Gruppo, alle reti commerciali esterne al Gruppo e alla clientela istituzionale tramite Eurizon Capital e le sue controllate, ha registrato nei primi nove mesi dell'anno, proventi operativi netti per 549 milioni, (-1,6%) rispetto a 558 milioni dei primi nove mesi 2019, pari a circa il 4% dei proventi operativi netti consolidati del Gruppo (4% anche nei primi nove mesi 2019); un risultato della gestione operativa di 439 milioni, (-2,4%) rispetto a 450 milioni dei primi nove mesi 2019; e un risultato netto pari a 326 milioni, (-5,2%) rispetto a 344 milioni dei primi nove mesi 2019.

 

"Siamo convinti di essere una delle banche meglio posizionate per poter riprendere la distribuzione dei dividendi una volta avuta l'autorizzazione della Bce". Lo afferma il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, commentando i risultati dei primi nove mesi della banca. "Confermiamo - aggiunge - un pay out ratio del 75% per il 2020 e del 70% per il 2021. In aggiunta alla distribuzione dei dividendi previsti a valere sul 2020, verificheremo il consenso della Bce rispetto alla distribuzione da riserve del dividendo a valere sul 2019". "La nostra posizione è resa ancora più solida dall'integrazione con Ubi Banca" ha aggiunto Messina "Tutti i passaggi previsti dal processo di integrazione si stanno realizzando secondo i tempi previsti e in alcuni casi stiamo raggiungendo in anticipo gli obiettivi fissati. Di conseguenza ci aspettiamo di ottenere sinergie significative, anche superiori ai 700 milioni annunciati a giugno".

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